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Jesi

150 anni fa nasceva Maria Montessori: la modernità di un pensiero che ancora oggi può fare scuola

Nell'anniversario della nascita della grande pedagogista di Chiaravalle, analizziamo la sua figura con la professoressa Paola Nicolini dell'Università di Macerata

Maria Montessori
Maria Montessori

CHIARAVALLE – Il 31 agosto scattano i centocinquant’anni dalla nascita di una donna che ha segnato una strada importante nella storia dell’educazione a livello mondiale per la pedagogia, per l’insegnamento ma anche per la determinazione dell’essere donna nella società. Parliamo di Maria Montessori, educatrice, pedagogista, filosofa, medico neuropsichiatra infantile e scienziata italiana. Il 31 agosto ricorrerà il 150° anniversario della nascita, un evento che sarà accompagnato da iniziative e manifestazioni a Chiaravalle, la sua città natale, e non solo. Ma non è solo il momento del ricordo questo. È il momento della riflessione sulla grande modernità di pensiero di questa donna avanti anni luce.

La professoressa Paola Nicolini dell’Università di Macerata

Ne abbiamo parlato con la professoressa Paola Nicolini, docente di Psicologia dello sviluppo e Psicologia dell’educazione all’Università di Macerata.
«Maria Montessori è stata un faro, come donna ancor prima che come pensatrice – spiega la professoressa -, ha aperto la strada a tanti valori di affermazione dei diritti della donna, laureandosi in Medicina anche contro il parere dei suoi genitori. È stata tra le prime donne a laurearsi in Medicina in Italia. Non si è mai sposata, tuttavia ha coronato il sogno della maternità, operando scelte che fecero discutere e infrangendo numerosi stereotipi». 

«Il suo pensiero è intriso di modernità – continua la docente – già agli inizi del ‘900 aveva coniato un concetto che ad oggi viene applicato in moltissime scuole montessoriane ma anche è alla base di tanti studi: “il bambino è il maestro”, un pensiero che precorreva i tempi in un’epoca in cui l’educazione era esclusivamente verticale, con la scuola che doveva trasmettere cultura e ideali di politica (Maria Montessori operò in epoca fascista e fu molto corteggiata dal regime, da cui tuttavia prese definitivamente le distanze). Ha ribaltato questa prospettiva, non era più il maestro che doveva portare a sé il bambino ma anzi, era il bambino che doveva scegliere come fare o cosa studiare in base alla propria libertà di disciplina. Un concetto che in questa epoca moderna in cui si parla di “classi rovesciate” appare quantomai contemporaneo».

La professoressa Nicolini punta l’attenzione anche sull’educazione moderna: siamo sempre noi genitori a stabilire le tappe della crescita evolutiva dei figli, ma spesso questi si ribellano. «Questo anniversario dei 150 anni dalla nascita riporta l’attenzione sui grandi concetti legati alla modernità del metodo Montessoriano – continua la docente –, tant’è che la Regione Marche ha finanziato un progetto “Un’aula grande quanto una regione” promosso insieme alla Fondazione Chiaravalle Montessori di Chiaravalle, l’Università di Macerata e la Fondazione Maria Montessori di Roma. Il progetto, articolato in un corso per docenti in servizio nella scuola dell’obbligo, è culminato con un grande convegno internazionale in cui si è discusso con esperti e docenti dell’attualità del pensiero di Maria Montessori. Tra i risultati del progetto anche un catalogo di buone pratiche montessoriane, che sarà pubblicato a breve. I corsi di formazione, iniziati a settembre 2019 per far ottenere la qualificazione del metodo montessoriano da spendere in tutti i gradi della scuola, si sono interrotti a causa del Covid. Così come a causa della pandemia il convegno finale non si è potuto svolgere in presenza, ma si è tenuto online con l’adesione di 600 partecipanti e contributi a livello internazionale».

Il futuro del metodo montessoriano? «I 150 anni della nascita di Maria Montessori hanno riacceso il dibattito sul mondo della scuola attraverso la profondità di un metodo ancora oggi estremamente attuale. Con la pandemia – conclude la professoressa Nicolini – anche le famiglie e la scuola sono state spinte a sperimentare alcuni principi montessoriani, quali quello di “educazione dal vero e in natura” tanto cari alla nostra Montessori. L’auspicio è che questa attualità si riversi nelle pratiche scolastiche nella ripresa a settembre, dopo il periodo di forzata chiusura».