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Jesi

15 settembre, il mondo celebra la “Giornata internazionale della democrazia” – VIDEO

Più voci intervistate per raccontarci cosa significa per loro democrazia oggi, alla luce della ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite

Il 15 settembre si celebra la Giornata Internazionale della Democrazia

Una giornata per riflettere su un concetto astratto come la democrazia, apparentemente effimero ma fondamentale nella nostra società civile, per rileggere il presente, costruire il futuro e restare radicati ai valori del nostro passato. La “Giornata internazionale della democrazia” viene celebrata il 15 settembre di ogni anno. Proclamata l’8 novembre 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la giornata rappresenta un’opportunità per riflettere sullo stato della democrazia nel mondo. 

La democrazia è tanto un processo quanto un obiettivo, solamente con la piena partecipazione e il sostegno della comunità internazionale, degli organi di governo nazionali, della società civile e dei singoli individui, l’ideale della democrazia può essere trasformato in una realtà della quale tutti possano godere. In questa speciale giornata abbiamo raccolto le idee dei cittadini, incontrandoli se vogliamo, anche in luoghi simbolo di questo concetto, e chiedere: «Cos’è per voi la democrazia?».

La prima voce è quella della giovanissima studentessa Virginia Maria Barchiesi, già nominata Alfiere della Repubblica e prossima alla maturità classica. L’abbiamo incontrata nell’atrio del Municipio, di fronte a uno dei simboli della democrazia e della nascita della Repubblica: la lapide ai caduti di tutte le guerre, perché i diritti e la libertà conquistati oggi li dobbiamo al sacrificio di tanti. Virginia ha già le idee già chiarissime su quello che dovrebbe essere il suo futuro da diplomatico e vede nella democrazia «la chiave per dare voce e opportunità ai ragazzi della mia generazione», che ora si affacciano al mondo del lavoro, della politica e alla società civile.

Chi guarda alla democrazia come a un concetto da preservare, poiché fragile e delicatissimo in questa epoca così controversa, è Mario Sardella, politico e Onafifetto. Non lo dice con la sua solita satira, con la voglia di far ridere, ma stavolta è serio perché su certi simboli di libertà non si scherza. E neanche fosse un accenno di comizio, lo troviamo lungo Corso Matteotti, tra la gente dove l’argomento solleva più di un commento e di un botta e risposta.

Strettissimo il legame tra democrazia e diritti umani, trattato nell’articolo 21 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite sottolinea come «la società civile sia fondamentale per la democrazia». Per questo il tema scelto quest’anno per celebrare la giornata è quello dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e si focalizza sull’importanza di far procedere all’unisono progresso e partecipazione civica.

La terza voce è di un altro ragazzo, uno studente universitario in Giurisprudenza, Elia Emma, 23 anni. Emma, socio dell’associazione culturale “ImpAct” (nata nel 2016 da studenti universitari e delle scuole superiori jesine) vede nel concetto di democrazia lo strumento per la condivisione dei diritti degli uomini in una società sempre più stritolata da violenza, omofobia, xenofobia e misoginia. Lo abbiamo incontrato sotto al loggiato di Palazzo Magagnini con la vista su piazza della Repubblica. L’ultimo autorevole parere è quello della storica dell’arte Simona Cardinali, che incontriamo nella galleria degli stucchi di Palazzo Pianetti, sede della Pinacoteca e dei Musei Civici. La dottoressa Cardinali evoca un’immagine per dare il senso di democrazia come di un luogo – fisico o astratto – dove ci si incontra per scambiare idee, opinioni, pareri nell’ottica di un confronto costruttivo e civile.