Piano socio sanitario regionale, critiche dal sindacato dei medici ospedalieri: «Un libro dei sogni»

Carenza di personale, non adeguatezza degli investimenti per cure primarie e lungodegenza. Questi alcuni dei nodi evidenziati dal Cimo e dai consiglieri pentastellati. L'onorevole Paolo Giuliodori: «Cercheremo di opporci alla politica folle di Ceriscioli»

Il confronto M5S-CIMO (da sinistra Caporelli, Di Martino, Alessandrini, Moretti (1)
Il confronto M5S-CIMO (da sinistra Caporelli, Di Martino, Alessandrini, Moretti

ANCONA – Il Piano socio sanitario regionale non soddisfa né i consiglieri pentastellati né il Cimo, ovvero il sindacato dei medici ospedalieri. È una levata di scudi quella contro uno dei documenti più importanti varati da una Regione, che ne definisce le politiche sanitarie future.

Gli esponenti del Movimento 5Stelle si sono incontrati il 1 primo aprile con i vertici del Cimo per fare il punto della situazione, presenti i consiglieri regionali pentastellati, Romina Pergolesi e Piergiorgio Fabbri, assieme al deputato Paolo Giuliodori e a Graziano Conigli del M5S di Osimo, per il Cimo Luciano Moretti (segretario regionale Marche), Sergio Caporelli (presidente onorario), Alberto Alessandrini (segretario aziendale territorio Area Vasta 1), Alessandro Bucci (segretario Azienda territoriale AV2), Maria Menichetti, (segretario Azienda territoriale AV4) e Andrea Piccini (segretario Azienda territoriale AV5),

Oggetto di audizioni in IV Commissione Sanità regionale già da qualche settimana, il Piano è stato giudicato dal sindacato dei medici ospedalieri «un libro dei sogni che rimarrà solo su carta».

A non piacere al Cimo, è soprattutto «la mancanza di una visione reale del personale necessario per attuare la riforma socio sanitaria» spiega il segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri, Luciano Moretti che ha anche voluto evidenziare «l’attività frenetica» del presidente regionale Ceriscioli nel rassicurare ogni Area Vasta sul fatto che il personale è sempre quello presente nel 2015 e che non è stato fatto alcun taglio» e che anzi, «con i 4 milioni di euro messi a disposizione dal Ministro della Salute Grillo pensa di poter assumere lo stesso numero di persone. Tuttavia basta andare in uno qualsiasi degli ospedali marchigiani per rendersi conto che non è così e che la gente si lamenta della carenza di medici e infermieri».

Dal piano del fabbisogno del personale pubblicato dalle aziende  emerge, come spiega Moretti, che il personale che verrà assunto nel triennio 2018-2020 (medici e veterinari) è nell’ordine di 6-7 persone all’anno che tra l’altro sono le stesse persone che stanno lavorando adesso come precari, quindi si tratta solo di stabilizzazioni e non di nuove assunzioni. È assurdo che Ceriscioli dichiari sui giornali di aver assunto 1200 operatori e addirittura 1668 operatori nell’Area Vasta». Grave, secondo il Cimo, il fatto che il Piano socio sanitario regionale non tenga conto delle risorse umane: è inutile comprare la Tac se poi non ci sono i tecnici di radiologia né i medici per usarla. A Senigallia abbiamo il macchinario imballato da 4 anni e come se non bastasse stanno anche tagliando la cardiologia, sia a Senigallia che a Civitanova Marche e a San Benedetto, tanto che non possono più ricoverare gli acuti».

Da sinistra Piergiorgio Fabbri, Paolo Giuliodori, Graziano Conigli e Romina Pergolesi

Un’aspetto fondamentale, quello del personale, come spiega la consigliera regionale del M5S Romina Pergolesi che ha evidenziato come grazie al Ministro Giulia Grillo «sarà possibile assumere il 5% in più rispetto al tetto massimo previsto per gli scorsi anni».

«Siamo già intervenuti – continua la Pergolesi – in sede di bilancio per andare in deroga a quello che era il tetto massimo in modo da sopperire alla carenza di personale in caso di emergenza, come nel sisma del 2016, quando la Regione Marche aveva dovuto assumere più personale. Rischiavamo di perdere la premialità – sottolinea – ma questo non basta perché oltre all’emergenza ci sono delle criticità legate alla gestione ordinaria. Siamo intervenuti anche sulle liste di attesa, c’è un nuovo piano nazionale che in parte prevede azioni già deliberate in precedenza ma mai attuate come la possibilità di avere il rimborso nel caso in cui non venga garantita la prestazione sanitaria nei tempi previsti dalla norma nazionale, inoltre ci sono dei casi in cui il Cup dovrebbe richiamare per accertarsi che il paziente si ricordi dell’appuntamento, insomma tutta una serie di suggerimenti e di proposte che purtroppo dal 2011 ad oggi non sono mai state attuate. La nostra Ministra in sede di conferenza Stato Regioni ha adottato un provvedimento per fare in modo che il direttore generale che non riuscirà a garantire le prestazioni nei tempi previsti dalla norma nazionale verrà sospeso dall’incarico».

«La politica fallimentare del Pd sta sgretolando l’intero sistema sanitario pubblico ed esternalizzando servizi al privato – incalza la Pergolesi -. Da diversi mesi, il Movimento 5 Stelle sta intrattenendo tavoli consultativi con le diverse categorie che si occupano di sanità, a partire dalle associazioni di pazienti fino a coinvolgere i professionisti, medici, infermieri, tecnici che con il loro impegno giornaliero tengono in piedi i reparti. Quando in una regione l’assessore alla sanità è assente, il settore non può che navigare a vista. La sfida è quella di ritornare a governare il servizio pubblico per garantire un’assistenza che risponda realmente ai bisogni dei cittadini».

Come parlamentari marchigiani stiamo monitorando la situazione insieme ai nostri sindaci – spiega l’onorevole del M5S Paolo Giuliodori – La situazione degli ospedali marchigiani è sotto gli occhi di tutti e per quanto riguarda il livello nazionale abbiamo aumentato il fondo per la sanità, abbiamo messo 4 miliardi in 3 anni per l’edilizia sanitaria, abbiamo messo circa 500 milioni di euro per la riduzione delle liste di attesa, un’altro dei grandi problemi della nostra regione, quindi ci stiamo muovendo verso il cittadino per offrirgli un servizio sanitario decente. A livello regionale cercheremo di opporci a questa politica folle di Ceriscioli».

Tra le altre criticità evidenziate dal sindacato degli ospedalieri anche la non adeguatezza degli investimenti sulle cure primarie e sulla lungodegenza, la mancanza di razionalizzazione della rete ospedaliera fra cosiddetti ospedali unici e presìdi territoriali e la scarsa considerazione degli stringenti vincoli economici che obbligheranno probabilmente ad agire sulle assunzioni, limitandole, e ad alzare i tickets.

«Continueremo con gli incontri di approfondimento per rivedere tutto il Piano socio sanitario regionale – conclude la Pergolesi – E se in commissione sanità la maggioranza non vorrà cogliere le proposte di modifica, allora presenteremo un piano alternativo del M5S, così le persone che quotidianamente usufruiscono degli ospedali avranno la possibilità di scegliere».