Nuovo sciame sismico nelle Marche, scosse tra Fermo e Macerata

Le zone interessate sono Fiastra, Caldarola, Cessapalombo e Valfornace. Il parere del geologo di Unicam Emanuele Tondi: «Possibile che questi terremoti ci stiano facendo vedere le faglie attive dell'area»

Epicentro del sisma a 6 km da Fiastra

ANCONA – Nuovo sciame sismico nelle Marche. Questa volta a tremare sono fermano e maceratese. Dopo le scosse registrate il 26 marzo scorso, quando si era verificato uno sciame sismico che aveva colpito la zona di fronte a Pedaso, con epicentro in mare, la terra è tornata a tremare.

Un terremoto di magnitudo 2.7 si è verificato sabato 20 aprile alle 06:05 a 6 chilometri da Fiastra, in provincia di Macerata, a una profondità di 8 chilometri. Venti minuti dopo, alle 06:25 a tremare è Santa Vittoria in Matenano, in provincia di Fermo, dove i sismografi dell’Ingv, Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia, hanno registrato una scossa di magnitudo 3.1 ad una profondità di 23 chilometri.
Sempre il 20 aprile, alle 23:41 un sisma di magnitudo 2.2 interessa la costa del fermano con epicentro in mare, a 13 chilometri da Pedaso, ad una profondità di 33 chilometri.

Il giorno di pasquetta, 22 aprile, alle 03:48, si è verificata invece una scossa di magnitudo 2.0 in mare, a 9 chilometri da Pedaso e ad una profondità di 8 chilometri.

Sulla questione dei terremoti che stanno interessando il territorio a cavallo fra i comuni di Fiastra, Caldarola, Cessapalombo e Valfornace, è intervenuto anche il geologo di Unicam Emanuele Tondi, che è anche sindaco di Camporotondo di Fiastrone, in provincia di Macerata. Il professor Tondi dal suo profilo Facebook spiega che «negli ultimi tre mesi la zona è tornata a generare terremoti, sempre di piccola magnitudo e che si dispongono con una orientazione preferenziale». Dal primo gennaio 2019 al 20 aprile 2019 (data del post su Facebook), «si individuano due zone – scrive Emanuele Tondi – quella tra Monte Fiegni (Fiastra) e Caldarola, orientata nord-nord est e quella a San Severino, circa est-ovest». Secondo il geologo sembra possibile che «questi terremoti ci stiano facendo vedere le faglie attive dell’area», un’evenienza compatibile «con la sismicità storica dell’area». «Ricordiamoci che i terremoti avvengono sempre nelle stesse zone – continua Tondi – (dove appunti ci sono le faglie attive) e con caratteristiche simili», «la raccomandazione è sempre la stessa, abitare e frequentare edifici non vulnerabili, fare attenzione a quelli già danneggiati dagli eventi sismici del 2016, rispettando le zone interdette e/o rosse segnalate».