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Fai, tornano le Giornate di Primavera

Il 25 e 26 marzo apertura straordinaria di 1000 luoghi d’arte in Italia. Venti i siti in provincia di Ancona, tra cui la Torre di guardia di Portonovo

La Torre De Bosis a Portonovo

Tornano, sabato 25 e domenica 26 marzo, in tutta Italia le Giornate Fai di Primavera: per l’edizione numero 25, sono previste aperture straordinarie in oltre 1.000 siti in 400 località tra cui 280 luoghi di culto, 260 palazzi e ville, 51 borghi, 70 castelli e torri, oltre che 90 piccoli musei, archivi e biblioteche. Forte dell’impegno di 7.500 volontari e 35mila apprendisti Ciceroni, il Fai renderà accessibili tesori di arte e natura, spesso sconosciuti, visitabili con un contributo facoltativo. E, proprio per questo, fino al 3 aprile, si terrà una raccolta di fondi con la campagna “Insieme cambiamo l’Italia”, cui si potrà contribuire inviando un sms o chiamando il 45517.

Per la città di Ancona, le giornate prevedono nel capoluogo le aperture di tre siti: la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”, la Chiesa Del Gesù dall’elegante facciata curvilinea firmata nel ‘700 dall’architetto Luigi Vanvitelli (davanti all’altare maggiore si può ammirare la grande opera “Circoncisione” di Orazio Gentileschi), ed eccezionalmente la Torre De Bosis a Portonovo (ingresso esclusivo per iscritti Fai) di cui si celebrano i 300 anni dalla sua costruzione. Realizzata nel 1716 come Torre di guardia, con lo scopo di avvistare e prevenire i traffici dei contrabbandieri e le scorribande dei pirati barbaresch, l’edificio nella seconda metà dell’Ottocento era in completo stato di abbandono, ma dopo il 1860 il poeta Adolfo de Bosis la acquistò dalle autorità demaniali di Ancona e attualmente è ancora di proprietà degli eredi della figlia di Adolfo.

In provincia, il tour comprende ad Arcevia il Palazzo Pianetti Mannelli, dall’imponente facciata tardorinascimentale, fatto costruire dal conte Flaminio Mannelli (1536-1606). I conti Mannelli sono stati i protagonisti della vita politica cittadina di Rocca Contrada (antico nome di Arceva) dal XIII al XVI sec.; l’ultima discendente, la contessa Susanna, sposò nel 1702 il Marchese Cardolo Maria Pianetti di Jesi, i cui eredi mantennero la proprietà fino al 1950, quando il palazzo fu venduto.

A Corinaldo i volontari del Fai aprono le porte di Palazzo Brunori, simbolo della ricchezza e del potere del casato patrizio dei Brunori, con decorazioni delle pareti e dei soffitti di squisita fattura, tra animali favolosi e vegetali voluttuosi.

Da scoprire, a Cupramontana, le Grotte del Convento di Santa Caterina. Il complesso monastico, recentemente ristrutturato, costruito a inizio ‘700 dall’architetto Arcangelo Vici, contengono un suggestivo labirinto di cunicoli scavati nell’arenaria e sotterranei dove ha luogo l’esposizione temporanea di 30 preziosi testi: alcuni degli 80 incunaboli (1472/1500) e alcune delle cinquecentine (1500/1600) in possesso della Biblioteca comunale di Cupramontana. Tra questi c’è l’edizione a stampa più antica (Sermones Quadrigemales De Poenitentia) risale al 1472 ad opera del predicatore francescano Roberto Caracciolo.

Le Grotte del convento di Santa Caterina a Cupramontana

Tra i piccoli centri, Barbara mette in mostra l’ingresso bastionato al castello e la seicentesca Chiesa di Santa Barbara: centro antichissimo, con origini romane, sul finire del VI secolo il territorio ospitò un avamposto della popolazione barbarico-germanica dei Longobardi, ed il complesso in mostra sabato e domenica testimonia una storia di grande importanza.

A Fabriano sono in mostra i tesori d’arte del Museo Diocesano e della Pinacoteca Civica situata nel bellissimo Ospedale medievale della Madonna del Buon Gesù del 1300, quest’ultima con la collezione privata di arte moderna donata dalla famiglia Merloni in memoria della signora Ester Merloni.

Genga apre le porte del Museo Del Territorio inserito nel contesto dell’antichissimo Castrum genghae, fondato dai Conti della Genga famiglia di origine longobarda, attraverso un percorso suggestivo di storia, natura e spiritualità dalla “Venere di Frasassi” del Paleolitico superiore alla Madonna del Canova, realizzata nel tempio di Leone XII nella gola di Frasassi.

La Cartiera Albanesi di Jesi

Affascinante la tappa di Jesi, con l’eccezionale apertura di un monumento di archeologia industriale: la Cartiera dell’industriale Alberto Albanesi, una delle ultime attività manifatturiere impiantate in città, fu realizzata nel 1937, occupando i locali di una filanda attiva dal 1873. Fra il 1933 al 1940 Alberto Albanesi acquisì gran parte delle filande disponibili in città. In seguito trasformò la filanda in una nuova ed efficiente cartiera. Intorno 1960, era ancora una delle aziende più importanti della città: produceva cartone e carta per imballaggio e lavorava carta riciclata. L’azienda chiuse i battenti nel 1984. Dal 1999 l’edificio ospita la Scuola Internazionale di Comics, uno studio di Fumetto e Sceneggiatura con più di 2500 studenti in tutta Italia.

Offagna con la Rocca Medievale eretta fra il 1454 ed il 1456, mette in mostra un gioiello dell’architettura militare: oggi la Rocca, conservatasi perfettamente nel tempo, ospita il Museo di Armi Antiche e conserva reperti che vanno dall’Età della Pietra fino all’epoca Napoleonica.

Villa Tuzi Gallo ad Osimo

Ad Osimo sono due i Palazzo da visitare: l’imponente Palazzo Hercolani Fava Simonetti, e Villa Tuzi Gallo. Quest’ultima (ingresso esclusivo per iscritti Fai) è una dimora di campagna, espressione del Liberty marchigiano, circondata da un parco con piante secolari nel quale è presente anche la Cappella di famiglia insieme alla quale forma un insieme architettonico e paesaggistico armonico.

Da visitare anche, ad Ostra l’elegante Palazzo Pericoli già Sanzi, ad Ostra Vetere la Chiesa di Sant’Antonio al Borgo, a Sassoferrato la Rocca Albornoz ed inoltre la Chiesa di San Michele Arcangelo, un piccolo gioiello, che testimonia la presenza dei Longobardi nell’alto medioevo nel territorio montano appenninico.

Due le mete per la città di Senigallia: la splendida Piazza Garibaldi di recentissimo restauro, e la Sala delle Medaglie a Palazzo Mastai Ferretti: oggi l’antica dimora dei Conti Mastai Ferretti ospita il Museo Pio IX, con una nuova sala ora dedicata alle medaglie del suo lungo pontificato.

Nelle Marche, i tesori d’arte sono davvero tanti: nella provincia di Ascoli Piceno 14 i siti, di cui 8 nel capoluogo e 6 a San Benedetto del Tronto; nel fermano, 11 siti; nel maceratese, 2; nella provincia di Pesaro Urbino 16.

Uscendo dalle Marche, sono tanti i luoghi visitabili da Nord a Sud della Penisola. Tra le aperture esclusive, gli appassionati di Napoli potranno entrare a Castel Capuano e potranno visitare l’Isola di Nisida. Nella metropoli lombarda, sono in programma visite a Palazzo Crivelli, uno dei luoghi più prestigiosi della Milano del Settecento. A Siena sarà aperta la Farmacia dell’Ex Ospedale psichiatrico di San Nicolò che conserva una collezione di vasi da farmacia in ceramica e vetri della fine del XVIII secolo. In provincia di La Spezia, a Portovenere, porte aperte alla Fortezza del Varignano mentre in Umbria potrà essere visitato il Deposito di San Chiodo a Spoleto. Tra le chicche, c’è da segnalare a Roma l’apertura del Convento di Trinità dei Monti, fondato da San Francesco di Paola nel 1494 e l’apertura della Domus Aurea, la residenza dell’imperatore Nerone. Quanto al Sud, in Calabria, apriranno i battenti 5 luoghi, tra i quali 2 normalmente chiusi, a Rossano in provincia di Cosenza tra cui il Palazzo Labonia, la Chiesa della Panaghia, il Museo Diocesano e il Museo della Liquirizia.