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Confapi Ancona chiama a raccolta gli aspiranti governatori – VIDEO

All'Hotel Federico II di Jesi il confronto tra i candidati a presidente della Regionepromosso dalla Confederazione per affrontare i nodi critici per le imprese. Ecco come è andata

Un evento Confapi

ANCONA – «Gli imprenditori non sono supereroi con il mantello, hanno bisogno di aiuto e certezze».  A parlare è il presidente Confapi Ancona, Michele Mencarelli promotore del confronto, “La Regione che vorrei”, fra gli aspiranti governatori, che si è svolto ieri all’Hotel Federico II di Jesi. Un dibattito al quale hanno preso parte 7 degli 8 candidati alla presidenza (assente Maurizio Mangialardi, ma l’assessora regionale uscente Manuela Bora ha portato i suoi saluti).  La Confederazione Italiana Piccola e Media Industria Privata  ha posto sul tavolo le questioni prioritarie per le imprese, fra le quali la semplificazione burocratica, il sostegno alle imprese e l’accesso al credito. Ad arricchire e rendere stimolante il confronto, le domande poste dai presidenti delle 5 categorie produttive Confapi: Unionmeccanica, Unionalimentari, Uniontessile, Confapi sanità e Confapi Aniem.

Mencarelli, nel suo intervento ha rimarcato gli effetti devastanti della pandemia sulle imprese, evidenziando che per superare la crisi economica, scaturita in seguito al lockdown serve «tutta quella potenza di fuoco che la Regione ha a disposizione per dare un sostegno alle imprese. Se vogliamo un futuro prospero dobbiamo aiutare le imprese, perché di solo assistenzialismo non si vive». Ma la Regione può contribuire al rilancio economico anche agendo «da tramite» con gli istituti bancari», così da «oliare un minimo il meccanismo di accesso al credito». Le piccole medie imprese rappresentano il 96% del tessuto economico marchigiano, ma chiedono «certezze» anche sulle strategie.

Giorgio Giorgetti, presidente Confapi Marche ha rimarcato che la regione è poco conosciuta e valorizzata, e ha spiegato che imprese e istituzioni devono «fare sistema». Tra i temi toccati, le strategie per sostenere i  distretti e incentivare fusioni e aggregazioni (Unionmeccanica), la promozione delle imprese tramite eventi e fiere e dell’enogastronomia attraverso l’incoming (Unionalimentari), gli interventi post sisma (Confapi Aniem), l’assistenza ai malati e ai disabili ai tempi del covid (Confapi sanità) e la forbice esistente nelle diverse tutele fra dipendenti pubblici e privati (Uniontessile).

Il candidato del centrodestra Francesco Acquaroli ha spiegato che occorre superare la logica dell’assistenzialismo e puntare alla premialità di idee e progetti. Le imprese devono aggregarsi e lavorare in sinergia dalle grandi alle piccole fino alle micro imprese così da valorizzarne la competitività.

Cambiare metodo è invece la parola chiave per Sabrina Banzato (Vox Italia-Marche) secondo la quale bisogna «fare scelte condivise mettendo tutti gli attori in filiera». La proposta è quella di una «sussidiarietà circolare» fra pubblico, privato, terzo settore, cittadini, imprese profit e no profit.

Per Alessandra Contigiani (fronte sovranista italiano) il punto cruciale è quello di proteggere le imprese dalla concorrenza sui mercati internazionali, poi via libera a sgravi fiscali e «aiuti diretti». Per promuovere le eccellenze della filiera agroalimentare ha proposto la creazione di un marchio unico territoriale.

Anna Rita Iannetti del Movimento 3V ha incentrato il suo intervento sull’opportunità di coniugare «sviluppo e benessere» cambiando metodo produttivo, eliminando le fonti inquinanti che impattano sull’ambiente. Inoltre ha spiegato che occorre accorciare la catena della distribuzione dell’agroalimentare, passando dal produttore al consumatore, grazie anche al canale della vendita online.

Il candidato di Dipende da noi, Roberto Mancini, ha parlato di etica nelle imprese e ha sottolineato l’importanza della formazione, inoltre ha spiegato che il modello produttivo classico, basato sul produrre di più per consumare di più e avere più capitale non funziona, «la biosfera non lo regge».

Ruolo chiave alla formazione anche per Gian Mario Mercorelli del Movimento 5 Stelle: «I distretti vanno favoriti» ma serve un piano di ampio respiro e che vada oltre un quinquennio. Poi l’accento sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione per tagliare il 30% della burocrazia.

Per il candidato della Lista Comunista Fabio Pasquinelli, va ricostruito un settore bancario pubblico per la gestione dei risparmi e l’erogazione di credito agevolato a imprese del territorio e famiglie. Poi finanziamenti all’agricoltura, riduzione delle tasse per imprese artigiane e partite iva. Ma va anche «stimolata la capacità dell’intero sistema produttivo marchigiano che resiste nonostante le politiche scellerate delle recenti amministrazioni regionali, di fare sistema».