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Tragedia di Servigliano, dopo sei mesi ancora nessun esito dall’autopsia di Jennifer

L'avvocato che assiste il padre della piccola morta nell'incendio ha fatto sapere che l'uomo non è ancora riuscito a vedere, attraverso una videochiamata, la figlia minore scampata alle fiamme

Pavlina Mitkova, madre della bambina morta nel rogo di Servigliano, scortata dagli agenti
Pavlina Mitkova, madre della bambina morta nel rogo di Servigliano, arriva in tribunale scortata dagli agenti

SERVIGLIANO – Era la notte tra il 7 e l’8 gennaio quando in un appartamento in via Circonvallazione Cluentina venne rinvenuto il corpo senza vita di Jennifer, una bambina di sei anni che quella sera si trovava in casa con la mamma Pavlina Mitkova e la sorellina minore di quattro anni. Dopo sei mesi nessuna novità sull’autopsia e quindi sulle cause della morte e sull’ora del decesso della bambina.

In carcere, accusata di incendio doloso e di morte o lesione come conseguenza di altro delitto, c’è la mamma di Jennifer, la 37enne bulgara Pavlina Mitkova. Una vicenda che ancora non è riuscita ad arrivare a un punto di svolta e domande ancora senza risposte, in attesa delle quali la bambina non ha ancora ricevuto una degna sepoltura.

La sera dell’8 gennaio, alle 3 di notte, era stato lanciato l’allarme per un appartamento in fiamme nella centralissima via di Servigliano. Quella sera la donna, che si trovava da sola in casa con le due bambine, aveva riferito di essere stata svegliata da un forte odore di fumo e, non appena si era accorta dell’incendio, di aver cercato di portare in salvo le due figlie. La Mitkova aveva riferito di aver provato a entrare nuovamente per salvare anche la piccola Jennifer e di non esserci riuscita a causa di un muro di fiamme che le avrebbe sbarrato la strada.

L’incendio di Servigliano

La svolta nelle indagini è avvenuta due settimane dopo, il 21 gennaio, quando la donna è stata arrestata con le accuse di incendio doloso e di morte o lesione come conseguenza di altro delitto. Il giorno successivo alla donna, comparsa davanti al gip Cesare Marziali e assistita dagli avvocati Emanuele Senesi e Gianmarco Sabbioni, era stato convalidato l’arresto; la 37enne, in quell’occasione, si era avvalsa della facoltà di non rispondere e si era dichiarata innocente.

Dopo sei mesi però nessuna novità sull’autopsia effettuata sul corpo della bambina – eseguita dal medico legale Alessia Romanelli e dal tossicologo Rino Froldi – che servirà a stabilire le cause del decesso e l’ora della morte della piccola Jennifer; sul corpo della bambina erano stati disposti anche altri accertamenti (effettuati il 5 febbraio, ndr.) con la nomina di un anatomopatologo. La bambina, dopo oltre sei mesi, ancora non ha potuto avere un funerale.

Ali Krasniqi, il padre della bambina morta nel rogo di Servigliano
Ali Krasniqi, il padre della bambina morta nel rogo di Servigliano

L’avvocato Maria Cristina Ascenzo, che assiste il padre della minore, Ali Krasniqui, ha fatto sapere che l’uomo non è ancora riuscito ad avere un incontro in videochiamata con la figlia di quattro anni che è assistita dai servizi sociali.