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Rifiuti, l’Università Politecnica delle Marche confronta i sistemi di raccolta studiando il caso di Porto San Giorgio

Il team accademico del prof. Germani ha evidenziato il guadagno ambientale del sistema delle Isole Ecologiche Informatizzate rispetto al Porta a Porta e alla Raccolta Stradale

Fermo, isole ecologiche Ecofil
Fermo, isole ecologiche Ecofil

PORTO SAN GIORGIO – Le diverse modalità di raccolta dei rifiuti sono state messe a confronto dal team guidato dal prof. Michele Germani dell’Università Politecnica delle Marche studiando il caso della raccolta dei rifiuti nel quartiere nord del comune di Porto San Giorgio, nel quale coesistono sia le Isole Ecologiche Informatizzate che il Porta a Porta nonché la Raccolta Stradale.

Lo studio ha avuto l’obiettivo di confrontare le performance ambientali dei differenti metodi di raccolta dei rifiuti urbani nell’arco temporale di un anno.

«I risultati dello studio – spiega Anna Travanti, AU della Ecofil di Amandola (FM) – non ci sorprendono, ed anzi confermano quanto abbiamo sempre sostenuto».

Il comune selezionato per lo studio, circa 16mila abitanti, rappresenta un campione significativo dal momento che ha caratteristiche territoriali simili a molti altri comuni marchigiani e perché vi sono stati sperimentati tutti i metodi di raccolta rifiuti analizzati.

«I risultati – aggiunge Travanti – hanno mostrato che il metodo con performance ambientali migliori risulta essere quello delle Isole Ecologiche Ecofil, seguito dal metodo di raccolta Porta a Porta, poi dalla Raccolta Stradale».

Secondo lo studio, l’adozione del sistema Ecofil determina un guadagno ambientale di circa il 140% rispetto al sistema Porta a Porta, quest’ultimo, rispetto allo Stradale, determina un miglioramento del 25%.
Lo scenario delle isole ecologiche, presenta infatti un benefit ambientale pari a 173439.46 KgCO2eq, contro un benefit di 71829.91 KgCO2eq del metodo Porta a Porta e un benefit di 57375.04 KgCO2eq del metodo Stradale.

I motivi alla base delle migliori performance con il sistema di raccolta Ecofil sono legati ad una maggiore quantità di differenziazione, una migliore qualità del rifiuto raccolto, quindi a una minore produzione di rifiuti indifferenziati destinati alle discariche.
I beni di uso quotidiano, in ogni stadio del loro ciclo vita fino al loro smaltimento come rifiuto, contribuiscono alla concentrazione di gas serra nell’atmosfera. L’UE ha fissato obiettivi chiari per ridurre progressivamente le emissioni di gas a effetto serra fino al 2050. Ciò che va a contribuire maggiormente all’impatto che il rifiuto avrà sull’atmosfera dipende dalla natura del rifiuto e dalle modalità di trattamento dello stesso, quindi le priorità sono le seguenti: minimizzare la produzione dei rifiuti, massimizzare il riciclo conferendo la frazione organica in impianti di compostaggio aerobico in modo tale da poter ridurre ulteriormente i quantitativi di rifiuti destinati ad inceneritori e discariche, con conseguente impatto negativo in termini di ambiente.

La metodologia utilizzata per determinare l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti in termini di emissione di gas serra è quella della Valutazione del Ciclo di Vita (LCA, Life Cycle Assessment).

«Gli aspetti ambientali sono di primaria importanza – conclude Travanti – e le amministrazioni comunali che in maniera lungimirante scelgono il sistema Ecofil contribuiscono in maniera importante al raggiungimento degli obbiettivi richiesti dall’Unione Europea».