Centro Pagina - cronaca e attualità

Fermo

Morto a 16 anni durante lo stage, Marche e Fermano in lutto per Giuseppe Lenoci. I sindacati: «Inaccettabile»

Il giovane studente e calciatore è deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto a Serra de' Conti. La Cgil Marche: «Riflettere sulle troppe forme di tirocini, sull'efficacia e sulle condizioni del loro svolgimento»

I soccorsi dei vigili del fuoco a Serra de' Conti dopo il violento incidente
I soccorsi dei vigili del fuoco a Serra de' Conti dopo il violento incidente

FERMO – Tutta la comunità fermana e marchigiana è sotto choc per la morte a soli 16 anni – ne avrebbe compiuti 17 tra neanche tre mesi – di Giuseppe Lenoci. Il giovane studente è deceduto a seguito di un terribile incidente stradale avvenuto a Serra de’ Conti, un comune dell’interno senigalliese, ieri, 14 febbraio. Un violento impatto contro un albero non ha lasciato scampo al ragazzo che stava effettuando uno stage in una ditta di termoidraulica grazie al centro di formazione professionale Artigianelli.

La dinamica è ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri di Serra de’ Conti, dipendenti dalla Compagnia di Jesi, che hanno effettuato i rilievi sul luogo dell’incidente. Il sinistro si è verificato in tarda mattinata in via Cone, una strada secondaria che parte dalla frazione Osteria per fare il giro della zona artigianale in direzione Castiglioni di Arcevia. Una strada meno trafficata di via Fornace ma stretta, che presenta un tratto su cui riporre la massima attenzione, soprattutto per coloro che non la conoscono. Dopo il piccolo ponte sul fiume Misa che restringe la carreggiata, la via presenta una salita in curva: è proprio lì che il furgone Ford Transit bianco della ditta di termoidraulica è uscito di strada finendo in un terreno adiacente e poi terminando la corsa contro un albero.

Violento l’impatto: il mezzo si è accartocciato contro la pianta proprio sul lato passeggero, senza lasciare alcuna possibilità al giovane Giuseppe. Sbalzato fuori dall’abitacolo invece il conducente, un operaio 37enne del fermano che è stato ritrovato in gravi condizioni nel terreno a vari metri di distanza dal mezzo incidentato. Per lui si è reso necessario il trasporto all’ospedale regionale di Ancona in codice rosso ma non è in pericolo di vita. Sarà lui a fare luce su quanto accaduto. Ancora i militari della stazione serrana non sono riusciti a parlare con il conducente per ascoltare la sua versione dei fatti, mentre si cercano eventuali testimoni che possano aiutare a fare chiarezza sul drammatico episodio che è costato la vita al giovane studente.

Giuseppe Lenoci, origini pugliesi, viveva a Monte Urano da anni: frequentava il terzo anno del centro di formazione professionale Artigianelli di via don Ricci, a Fermo, con il quale aveva iniziato lo stage per successivamente ottenere un inserimento lavorativo. Nel tempo libero giocava con serietà e responsabilità a calcio, nelle giovanili della società dilettantistica Monte Urano Campiglione: dopo dieci anni, c’era già un futuro promettente davanti a lui. Un futuro che non potrà mai più concretizzarsi. Giuseppe lascia i genitori e un fratello più piccolo.

A lui questa mattina, 15 febbraio, è stato dedicato un minuto di silenzio nell’Aula del Consiglio Regionale. In apertura di seduta consiliare il Presidente dell’Assemblea legislativa, Dino Latini: «Testimoniamo la nostra vicinanza ai familiari di Giuseppe Lenoci. La sua è ancora una volta una morte inconcepibile. E non vogliamo andare avanti con le parole. Quella della sicurezza, più specificatamente nei luoghi di lavoro, è una tematica che richiama le istituzioni e la comunità tutta ad un grane senso di responsabilità».

«Quando uno studente di sedici anni muore nel tragitto di ritorno da uno stage, si consuma un dramma che non può lasciarci indifferenti e non interrogare tutti, a partire dalle imprese, dalle istituzioni e dalla politica» intervengono dalla Cgil Marche. «Si rischia di fare confusione e di non capire realmente il complesso mondo del sistema di istruzione e formazione italiano, che ha subìto molte riforme e che prevede diverse forme di sperimentazione lavorativa durante il percorso scolastico e formativo. Questa volta non si è trattato di un infortunio in un cantiere o dentro una fabbrica, ma come si dice in gergo di un infortunio in itinere. Non per questo è meno drammatico e meno grave e non solleva tutta la comunità da alcuni interrogativi. La sua giovane età e il fatto che fosse uno studente rende ancora più inaccettabile e dolorosa la sua tragica morte». 

«Occorre riflettere – invitano Daniela Barbaresi, segretaria generale CGIL Marche, e Antonio Renga, segretario generale Flc Cgil Marche – sulle troppe forme di tirocini, stage, alternanza scuola-lavoro, sull’effettiva efficacia di tali percorsi e sulle condizioni del loro svolgimento che non sempre avvengono nel pieno rispetto della garanzia della salute e sicurezza». Una riflessione attenta per capire se si stia «facendo davvero tutto il possibile per evitare che questa strage continui e per garantire la sicurezza e l’incolumità di chi lavora e studia», chiedendo che imprese, associazioni di categoria, organi di vigilanza e istituzioni «si assumano, fino in fondo, le proprie responsabilità».

«Un altro ragazzo che perde la vita mentre è impegnato in un corso di formazione. Una situazione inaccettabile che riporta in primo piano il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro e tutte le attenzioni che devono essere riservate nell’organizzazione e nell’espletamento degli stage riservati ai ragazzi durante il percorso scolastico. Oggi più che mai va tutelato il diritto al lavoro sicuro. La nostra vicinanza alla famiglia del ragazzo» ha dichiarato Giancarlo Giulianelli, garante regionale Marche dei diritti della persona.

L’Unione Sindacale di Base ha affermato: «Non è più tollerabile che la salute e l’incolumità dei ragazzi siano trattate con la stessa noncuranza con la quale ogni giorno in Italia si procede alla sanguinosa registrazione contabile dei morti di lavoro», annunciando che aderirà alle iniziative di protesta annunciate da OSA, Organizzazione Studentesca d’Alternativa.