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Fermo

Fermo, sottotenente dei carabinieri si spara in testa con la pistola d’ordinanza: quarto suicidio in un mese

È il quarto suicidio in un mese, il 29esimo dall'inizio dell'anno nelle Marche. A Portonovo un convegno per confrontarsi sulla tutela del personale in divisa

Il sottotenente Oskar Luciani

FERMO Si è chiuso in casa, poi ha rivolto la pistola d’ordinanza verso di sé e ha premuto il grilletto. Il sottotenente Oskar Luciani, 55 anni, comandante del Norm di Fermo, arrivato a quell’incarico da circa 15 mesi, è stato trovato privo di vita martedì nel suo appartamento.

A nulla sono valsi i soccorsi, a nulla valgono ora i mille interrogativi che tutta l’Arma dei Carabinieri si rivolge. Quello che ha sconvolto la città di Fermo e la sua Benemerita è il quarto suicidio in un mese tra le forze dell’ordine nelle Marche. Un’ecatombe. Una strage silenziosa e drammaticamente lunga. Appena 24 ore prima di questa tragedia, se n’era consumata un’altra, analoga, sempre nella stessa città. Un poliziotto fermano, Rocco Servodio, 50 anni, si era sparato un colpo alla nuca con la pistola d’ordinanza. L’avevano trovato ormai cadavere riverso nella sua auto posteggiata sul Belvedere di Capodarco. Era in forze al reparto Mobile di Senigallia. Così come mercoledì scorso (25 Maggio), un agente 23enne di Venarotta, Andrea Fornaro, si era tolto la vita nel suo alloggio di servizio presso la Questura di Ancona. Meno di un mese fa, un altro carabiniere si era sparato con la pistola d’ordinanza, Andrea Giommi, di 50 anni. Una dinamica tragica che accomuna questi uomini in divisa, mariti, padri di famiglia. Punti di riferimento solidi della società civile. Cosa sta accadendo? Stress? Problematiche di gestione del lavoro? Carichi di responsabilità eccessivi? Sindrome di burn-out? Impossibile decifrare il malessere di ciascuno, ma è doveroso intervenire.

«Questo evento, il 29esimo dall’inizio dell’anno e ad un solo giorno dall’ultimo avvenuto nella medesima città, ci impone una doverosa riflessione per cercare di capire le ragioni che spingono così tanti colleghi a compiere l’estremo gesto – scrive in una nota il Nuovo Sindacato Carabinieri Nsc Marche – purtroppo, non vi è una rapida risposta a tale quesito così come, certamente, non può essere una sola la causa di un così disperato gesto. In attesa di comprendere il perché, dobbiamo però capire come evitare che ciò accada, solo così riusciremo ad aiutare tutti quei colleghi che in quell’attimo, il più buio della loro vita, prendono il coraggio a 4 mani e rivolgono l’arma contro sé stessi. Vi è la necessità di sdoganare il ricorso al consulto psicologico o al percorso psicoterapeutico. Prendersi cura della propria psiche, rivolgersi ad uno psicologo in un momento di difficoltà – conclude il sindacato – non è segno di debolezza tantomeno qualcosa da temere, di cui vergognarsi o tenere nascosto anzi, al contrario, è segno di grande coraggio e di amore verso noi stessi e verso i nostri cari». Secondo Nsc Marche al 30 maggio 2022 l’Arma dei carabinieri ha perso 6 uomini; la polizia 8; la guardia di finanza 3; la polizia penitenziaria 3; la polizia locale 3; l’esercito 2; i vigili del fuoco 2; l’aereonautica 1 e le guardie giurate 1. Ventinove divise in meno nei primi 5 mesi del 2022.

L’incontro a Portonovo sulla tutela del personale in divisa

Anche di questo delicatissimo aspetto si parlerà nel corso del Seminario “La Tutela del Personale in Divisa”, che si terrà il giorno 9 giugno alle ore 14 presso l’auditorium del “SeeBay Hotel” in via Poggio a Portonovo di Ancona. Organizzato dal sindacato Unarma Marche e dall’associazione nazionale Fervicredo (Feriti e vittime della criminalità e del dovere), sarà diviso in due sessioni di lavori e di riflessione: in apertura i saluti del segretario generale regionale Marche Unarma Asc Paolo Petracca, poi gli interventi del presidente Fervicredo Aps Mirko Schio, dello psicologo clinico e psicoterapeuta Luigi Lucchetti che parlerà de “I fattori e le manifestazioni dello stress servizio correlato”, quindi l’avvocato Marta Mangeli con “Riflessioni sull’approccio attivo alle problematiche della disciplina militare e dell’incompatibilità ambientale” e la testimonianza diretta di Salvatore Cosentino, già Sovrintendente capo della Polizia di Stato e vittima del dovere che parlerà de “I guai di una vita da sbirro”. Nella seconda sessione, al via dalle 16,30 gli interventi del medico legale e medico principale della Polizia di Stato Tommaso Cirillo su “la causa di servizio-la medicina legale ed indennitaria”; l’avvocato Maurizio Maria Guerra con “Le vittime del dovere e le conquiste giurisprudenziali”; la segretaria provinciale aggiunta Pesaro Unarma e vittima del dovere che racconterà “il duro prezzo di indossare una divisa” e infine l’intervento dell’Ammiraglio ispettore e presidente Cmv Ancona Giovanni Maria Fascia che analizzerà le “vittime del dovere e del terrorismo: aspetti medico legali”.