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Fabriano

Whirlpool, i dubbi della Prs su Napoli. Fuori forse a marzo

Nel giorno dello sciopero a Fabriano e Creanza, ancora aperta la partita tra la multinazionale americana e la Passive Refrigeration Solutions S.A., che dovrebbe rilevare il sito di Napoli: «Non siamo in grado di confermare la nostra disponibilità»

FABRIANO – La Passive Refrigeration Solutions S.A., multinazionale che dovrebbe rilevare il ramo Napoli della Whirlpool, conferma la validità del proprio progetto industriale, ma non assicura disponibilità.

Nel giorno dello sciopero generale del gruppo Whrilpool, 4 ore effettuate anche a Fabriano e Comunanza, la situazione della vertenza rimane per il momento di stallo. Sicuramente, un sospiro di sollievo per i dipendenti di Napoli, 420 operai, che almeno fino a marzo prossimo, potranno continuare a lavorare. Ma resta il fatto che non c’è ancora una soluzione a lungo termine, ma solo una sospensione e, ci si augura, una ripresa a breve delle trattative in sede ministeriale.

Come detto, lo sciopero di 4 ore, con annesso presidio, si è svolto oggi anche a Melano, sede dello stabilimento della Whirlpool, e nella sede impiegatizia. Lo stesso dicasi per l’altro sito produttivo marchigiano, Comunanza. Tute blu e colletti bianchi, oltre alla solidarietà nei confronti dei colleghi campani, sono preoccupati dal fatto che se dovesse saltare un tassello dell’accordo sottoscritto fra sindacati e multinazionale americana nell’ottobre 2018 e valido per un triennio, nulla vieta che possano esserci analoghi comportamenti anche nelle Marche. Da qui, quindi, la soglia di attenzione che viene mantenuta altissima.

Nel frattempo, ieri, è arrivata una nota della Prs, società alla quale la Whirlpool avrebbe ceduto lo stabilimento di Napoli, con la quale si ribadisce la validità del progetto industriale. Ma, si va oltre. «PRS e le persone partecipanti al progetto non sono in grado di confermare che la loro disponibilità nel prendersi carico della situazione dello stabilimento di Napoli, che rimarrà invariata nel periodo ipotizzato dal Governo per la ricerca di un’alternativa, visti i tempi necessari per la realizzazione della propria iniziativa industriale. Restano infine tutte le perplessità sui giudizi espressi rispetto al piano PRS in assenza di un esame dei contenuti e della tecnologia». Come dire, se a fine marzo non si sarà individuata una strada alternativa, la Prs potrebbe non essere più disponibile.