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Fabriano

Whirlpool vende l’azienda di Napoli, forte preoccupazione a Fabriano e Comunanza

Probabile sciopero generale, con annessa manifestazione, a Pero – quartier generale della multinazionale americana – o a Napoli. SI deciderà il 20 settembre a Roma. Parteciperanno anche i delegati Rsu degli stabilimenti marchigiani

FABRIANO – Stato di agitazione immediato per tutti i lavoratori della Whirlpool in Italia. Probabile sciopero generale, con annessa manifestazione, a Pero – quartier generale della multinazionale americana – o a Napoli. Dove il sito industriale, che occupa 410 dipendenti, sarà venduto alla società Passive Refrigeration Solutions S.A., attiva nel campo della produzione e vendita di sistemi di refrigerazione passiva. L’atto di cessione del ramo d’azienda sarà perfezionato entro il 31 ottobre e avrà efficacia a decorrere dal primo novembre prossimo.

Non è stato certo un fulmine a ciel sereno, ma i contraccolpi dell’annuncio dell’Amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, della cessione del ramo d’azienda dato durante l’incontro del 17 settembre al Mise, ha provocato l’immediata reazione dei sindacati a tutti i livelli, Marche comprese.

Domani, a Roma, a partire dalle 10, «ci ritroveremo nella sede capitolina di Fiom-FIm-Uilm, insieme a tutti i delegati regionali e le Rsu degli stabilimenti per decidere un’azione condivisa e immediata», dichiara il segretario provinciale della Fiom Pierpaolo Pullini, responsabile della zona di Fabriano. In città, la Whirlpool – come è noto, dopo l’acquisizione di Indesit company – ha la sede centrale degli uffici e lo stabilimento di Melano.

«C’è molta preoccupazione oltre che a Fabriano anche a Comunanza, dove c’è un altro stabilimento del Gruppo. Se hanno agito in questo modo uscendo per Napoli fuori dal perimetro dell’accordo sottoscritto nell’ottobre del 2018, nonostante le insistenze del Mise e le proposte alternative che vi erano sul tavolo, cosa vieta che accada lo stesso per Fabriano e/o Comunanza? Smontando un pezzo di quell’accordo, il rischio che si abbia un effetto domino esiste. Per noi la discussione si deve fare nel perimetro dell’accordo. È anche una forma di rispetto, gli impegni si mantengono», conclude Pullini.

C’è, dunque, forte preoccupazione anche nelle Marche e ci si prepara certamente a una grande mobilitazione una volta che sarà deciso giorno e luogo della manifestazione.