Vertenza Whirlpool: fumata grigia nel faccia a faccia Conte-sindacati

Le uniche novità di rilievo emerse sono relative alla sospensione della cessione di Napoli entro e non oltre il 31 ottobre e la volontà del Premier di incontrare presto i vertici della multinazionale

La recente manifestazione a Roma dei dipendenti Whirlpool (immagine di repertorio)

FABRIANO – Fumata grigia per la vertenza Whirlpool a seguito dell’incontro fra il presidente delle Consiglio, Giuseppe Conte, e i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm, rappresentanti rispettivamente da Francesca Re David, Marco Bentivogli e Rocco Palombella.

Presente, inoltre, il ministro allo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. La multinazionale americana ha comunicato al Premier di differire la scadenza per il ramo d’azienda, lo stabilimento di Napoli, dal 12 ottobre a entro e non oltre il 31 ottobre. Un’apertura giudicata «insoddisfacente» dalle parti sociali.

Forse già domani, giovedì 10 ottobre, Conte potrebbe avere un incontro con i vertici della Whirlpool. Quest’ultima ha subito convocato la propria disponibilità alla partecipazione al summit, ma non sembra al momento aprire ad altre concessioni.

È durato circa 40 minuti, il summit di questa mattina, mercoledì 9 ottobre, in merito alla vertenza Whirlpool che è intenzionata a cedere il ramo d’azienda di Napoli, circa 420 lavoratori coinvolti, alla società Prs (Passive refrigeration solutions), una società con sede legale a Lugano che fa capo a imprenditori italiani, per produrre container refrigerati. Una soluzione osteggiata dalle parti sociali. Le uniche novità di rilievo emerse sono relative alla sospensione di questa cessione entro e non oltre il 31 ottobre. E la volontà del Premier Conte di incontrare i vertici della multinazionale americana, forse già domani.

«Si tratta di una sospensione a orologeria. Non serve a nulla, non è rispettosa dei lavoratori che hanno scioperato fino a ieri. Whirlpool rispetti l’accordo del 2018 e rilanci il sito di Napoli e la produzione di lavatrici», hanno detto al termine dell’incontro i rappresentanti delle sigle sindacali.

Anche a Fabriano si guarda con apprensione crescente a questa situazione. Il timore è che si possa smontare pezzo dopo pezzo l’accordo sottoscritto nell’ottobre del 2018 con conseguenze anche sul sito di Melano e sulla sede amministrativa. Quest’ultima, va ricordato, ha subito alcuni depotenziamenti a livello di funzioni che da Fabriano sono state delocalizzate in Polonia.