Centro Pagina - cronaca e attualità

Fabriano

Vertenza Tecnowind, venerdì 15 si torna in Regione

L’appuntamento è fissato per le 9:30, attorno a un tavolo si ritroveranno sindacati e management dell'azienda fabrianese che produce cappe aspiranti. Appello al Governo da parte della deputata del Movimento 5 Stelle di Fabriano, Patrizia Terzoni

La sede fabrianese della Tecnowind
La sede fabrianese della Tecnowind

FABRIANO – Vertenza Tecnowind, si torna in Regione. L’appuntamento è fissato per venerdì 15 dicembre alle 9:30. Appello al Governo da parte della deputata del Movimento 5 Stelle di Fabriano, Patrizia Terzoni.

Si fa sempre più serrato il confronto per evitare che la vertenza Tecnowind, azienda fabrianese che produce cappe aspiranti e piani cottura, precipiti in modo definitivo. Le scadenza inderogabili si avvicinano, gli stipendi dei lavoratori sono a rischio e la procedura di mobilità aperta per 140 lavoratori sembra sempre più concreta. Dal 9 gennaio 2018, l’azienda potrebbe procedere al licenziamento del 60 per cento dell’attuale forza lavoro, se non si riuscirà a trovare un accordo.

Ecco, quindi, la nuova convocazione da parte della Regione Marche per venerdì prossimo. Parti sociali e management dell’azienda fabrianese, sotto la regia dell’assessore regionale al Lavoro, Loretta Bravi, cercheranno di arrivare a un’intesa che scongiuri una nuova ecatombe occupazionale.

Si muove anche il M5S attraverso la deputata Terzoni. «Il prossimo 17 dicembre va in scadenza la cassa integrazione straordinaria per Tecnowind a Fabriano: apprezziamo gli sforzi che tutti i soggetti coinvolti in questo delicatissimo tavolo stanno proferendo per raggiungere un accordo che rappresenti la migliore soluzione possibile anche in prospettiva futura. Dal canto nostro però, come Movimento 5 Stelle, questo caso ci conferma che la situazione è molto complicata perciò invitiamo il Governo a fare presto e a tener fede al nostro ordine del giorno recepito pochi giorni fa come “raccomandazione” e a rifinanziare prima possibile il fondo inerente l’Accordo di programma stipulato nel 2010 e poi aggiornato nel 2013 sul distretto industriale fabrianese. Tutto il tessuto produttivo che ruota attorno alla città della carta vive una fase di grande apprensione: ai fragili equilibri della vertenza Tecnowind si aggiungono le voci, con relative incertezze sul futuro, di una probabile vendita delle cartiere Fedrigoni, le quali già qualche mese fa hanno perso commesse importanti relative alla carta moneta. Per tale motivo, Fabriano e le sue aziende non possono attendere la primavera e l’arrivo di un nuovo Governo per vedersi fornite le dovute garanzie presso il Mise e il ministero del Lavoro: se l’Esecutivo continua a ripetere che il riconoscimento di “Area di crisi industriale complessa” in realtà già c’è, è necessario quanto prima rifinanziare questo fondo altrimenti sarà tutto inutile. Come abbiamo già ribadito più volte, bisogna fare un passo avanti e fino all’ultimo giorno di questa legislatura in Parlamento come M5S ci batteremo per questo comprensorio così in difficoltà».