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Fabriano

Vertenza JP Industries, nulla di fatto al Mise

I sindacati di categoria esprimono forte preoccupazione per l'avvicinarsi del primo gennaio 2019, quando cioè non si potrà più fare ricorso alla cassa integrazione. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: la mancanza di liquidità per dar corso al piano industriale

Un momento della riunione odierna al Mise

FABRIANO – Summit al Mise per la vertenza JP Industries di Fabriano. Ancora un nulla di fatto. Ma la tagliola del 31 dicembre si avvicina. Dal primo gennaio, infatti, non si potrà più sfruttare la cassa integrazione e una nuova ecatombe occupazionale è dietro l’angolo. La preoccupazione dei sindacati per una situazione di stallo.

Questo pomeriggio nella sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma nuovo faccia a faccia per la vertenza JP Industries di Fabriano, protrattosi per circa tre ore. Presenti il patron, Giovanni Porcarelli, Giorgio Sorial per il Mise, il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli, l’assessore regionale al Lavoro della Regione Marche Loretta Bravi, l’assessore di Fabriano alle Attività produttive Barbara Pagnoncelli, il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, esponenti di Invitalia e i rappresentanti dei sindacati di categoria Fiom-Fim-Uilm.

«Le organizzazioni sindacali esprimono preoccupazione per quanto emerso e ritengono indispensabile l’individuazione degli strumenti finanziari per sostenere il progetto industriale della JP. La vertenza vede a rischio centinaia di posti di lavoro e gli strumenti che si stanno individuando con la sinergia degli attori coinvolti sono un primo importante passo, ma non sufficiente a un mese dalla scadenza degli ammortizzatori sociali. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro di approfondimento per capire definitivamente quello che ognuno ci deve mettere, a cominciare dell’imprenditore, per scongiurare l’ennesimo disastro industriale. Venerdì 23 novembre saranno convocate le assemblee in entrambi gli stabilimenti per fare il punto con le lavoratrici ed i lavoratori. Le organizzazioni sindacali richiamo tutte le istituzioni, l’imprenditore e il sistema finanziario alle proprie responsabilità riservandosi di mettere in campo tutte le azioni che riterranno opportune», questa la nota a firma congiunta di Fiom-Fim-Uilm di Marche e Umbria.

Dunque, si cerca di sbloccare la situazione, ma il tempo scorre e si cerca di trovare un accordo fra la newco che ha acquisito il comparto bianco della ex Antonio Merloni – riassumendo 700 dipendenti, equamente distribuiti fra Marche e Umbria, con i tre stabilimenti, di cui due a Fabriano: Santa Maria e Maragone, e uno in Umbria, a Gaifana – e le banche. In pratica, Porcarelli avrebbe pronto il piano industriale, ma non i fondi per implementarlo, circa 20 milioni di euro.

Linee di credito che le banche stanno faticando ad aprire per la JP, anche per via del lungo iter giudiziario che si è trascinato per anni e che, alla fine, ha visto soccombere proprio gli istituti di credito. I sindacati sono pronti ad azioni eclatanti per tentare si salvaguardare i posti di lavoro.