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Fabriano

Fabriano, vertenza Elica: la voce dei lavoratori e dei politici intervenuti alla manifestazione

Sono stati tanti i rappresentanti della politica presenti alla protesta dei dipendenti che hanno gridato il loro "no" al piano strategico aziendale

Operai di Elica in sciopero (Foto di repertorio)

FABRIANO – «Elica chiama il territorio. Siamo le lavoratrici e i lavoratori di Elica, siamo quelle persone che lavorano in un’azienda del territorio che tanto ha contribuito a rendere importante nel mondo il nome di Fabriano. Abbiamo fatto tanti sacrifici in questi anni con la promessa e con l’impegno che il lavoro sarebbe rimasto qua. Oggi ci ritroviamo tutti licenziati da un’azienda radicata come Elica che decide di tradirci per portare il lavoro altrove», queste le parole dei manifestanti di oggi a Fabriano.

«È l’ennesimo scempio industriale che viviamo nel territorio di Fabriano, un comprensorio che sta morendo, un’area colpita da spopolamento causato prevalentemente dalla mancanza di lavoro. Quando c’è il lavoro, viene portato via. Ci stiamo mobilitando da più di un mese perché non accettiamo che il nostro futuro venga cancellato e venga calpestata la nostra dignità. Ci stiamo mobilitando perché quello di Elica non diventi un modello che altri possano seguire e che porterebbe al completo declino del territorio di Fabriano e alla scomparsa del comparto dell’elettrodomestico dall’Italia. Un unico cuore, un’unica lotta, fianco a fianco, distanziati ma uniti per un futuro fatto di lavoro e dignità, per tutti», hanno concluso.

«Non c’è alcuna forza politica che può sfilarsi in questa vertenza e per questo siamo qui non per mera solidarietà, ma perché questo è il nostro posto», le parole del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, che ha preso parte questa mattina a Fabriano alla manifestazione indetta dal coordinamento unitario sindacale di Elica contro i contenuti del piano strategico 2021-2023 che prevede: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo. «Il modello Marche non conviene più alla finanza che cerca solo la redditività e per questo occorrono politiche nuove», ha concluso.

Presente anche il capogruppo del Partito Democratico, Maurizio Mangialardi: «La mia presenza qui non è per solidarietà, ma per chiedere ad Elica, insieme ai lavoratori, di ritirare immediatamente il piano strategico».

«C’è un solo posto dove stare: a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Elica per dire basta alle delocalizzazioni. Senza bandiere e divisioni di partito, quello che conta è mostrare che tutte le Marche sono a fianco delle migliaia di persone che Elica vuole sacrificare nel nome di una cedola azionaria», le parole della consigliera del Movimento 5 Stelle, Simona Lupini.

«La Lega è sempre al fianco dei lavoratori. Stiamo facendo di tutto, a livello nazionale come regionale, per agevolare le nostre aziende affinché non si delocalizzi e continueremo a farlo», ha evidenziato la consigliera della Lega, Chiara Biondi.