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Fabriano

Fabriano, vertenza Elica: sindaci e sindacati fanno fronte comune

I primi cittadini chiedono alla Regione Marche un incontro congiunto insieme alle parti sociali, con la prospettiva di attivare un tavolo al Mise

Presidio lavoratori Elica

FABRIANO – Sindaci del comprensorio di Fabriano, rappresentanze sindacali e Unione montana dell’Esino Frasassi, insieme per dire un fermo e chiaro “no” al Piano strategico presentato ieri, 31 marzo, da Elica e che prevede: 409 esuberi su un totale di 560 dipendenti degli stabilimenti di Mergo e Cerreto D’Esi, la delocalizzazione del 70% delle produzioni in Polonia e la chiusura del sito produttivo di Cerreto D’Esi.

Si sono riuniti in video conferenza, questo pomeriggio 1° aprile, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Berionni, Cocco e Sabbatini; di Fim-Fiom-Uilm Santoni, Pullini e Gentilucci; i Sindaci Santarelli, Greci, Filipponi, Grillini, Borri, Possanzini, Cerioni, Badiali, Sassi, Baldini rispettivamente dei Comuni di Fabriano, Sassoferrato, Genga, Cerreto D’Esi, Serra San Quirico, Mergo, Cupramontana, Castelplanio, Rosora e Matelica; il Presidente del Unione Montana Esino Frasassi Pesciarelli. Tutti insieme hanno espresso parole dure sul piano di riorganizzazione presentato dalla multinazionale di Fabriano leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti.

«I sindaci e le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile il progetto e gli esuberi, soprattutto dopo 10 anni di riorganizzazioni e di accordi sindacali di riduzione di orario di lavoro che smentisce tutti gli impegni presi con il sindacato, fatti con non pochi sacrifici da tutti i dipendenti. La delocalizzazione delle produzioni ci inducono a pensare che l’azienda rinunci agli investimenti negli stabilimenti marchigiani per mere logiche economiche e finanziarie, mettendo in difficoltà intere famiglie e il futuro di molti giovani», le forti dichiarazioni al termine del summit in remoto.

Si è quindi ribadita la centralità delle persone e, per questo, «crediamo che l’unico percorso da seguire sia quello di garantire loro il lavoro nei siti produttivi di Mergo e Cerreto D’Esi». È stato, inoltre, rimarcato, come sia «giusto aiutare l’imprese che investono in Italia e nella nostra zona», ma «non accetteremo mai coloro che defrauderanno questo territorio già martoriato da perdite importanti di posti di lavoro».

I sindaci dei comuni coinvolti sono dunque pronti «a sostenere le rivendicazioni dei lavoratori e sosterranno a fianco del sindacato questa vertenza, per il lavoro e lo sviluppo del territorio». E per questo, ciascun consiglio comunale si occuperà della vertenza in una prossima seduta e tutti insieme, i primi cittadini, chiedono al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e all’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi «un incontro congiunto con le parti sociali, con la prospettiva dell’attivazione di un tavolo al Mise», conclude la nota.