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Fabriano

Fabriano, vertenza Elica: i sindacati pronti a nuove mobilitazioni

Il coordinamento sindacale del Gruppo ha ribadito la necessità di una pronta convocazione di un tavolo sulla vertenza al Mise

Presidio lavoratori Elica a Mergo

FABRIANO – Il Coordinamento sindacale del Gruppo Elica ha ricevuto il mandato dalle lavoratrici e dai lavoratori di mettere in campo tutte le azioni per la difesa del lavoro e fermare il progetto di delocalizzazione. Dunque non si escludono nuove forme di mobilitazioni tese a far tornare sui propri passi la multinazionale di Fabriano leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, con il conseguente ritiro del piano strategico 2021-2023 che prevede la riorganizzazione del footprint industriale dell’area Cooking Italia: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo.

All’indomani dell’incontro organizzato dalla giunta della Regione Marche e che ha fatto registrare posizioni ancora molto distanti fra azienda e sindacati di categoria, quest’ultimi rincarano la dose. «È inconcepibile la delocalizzazione a fronte di un aumento di lavoro. Infatti, Elica – nel corso dell’incontro in Regione – ha ribadito l’intenzione ad andare avanti nel suo piano di licenziamenti e delocalizzazioni, nonostante un aumento di volumi produttivi previsti nel prossimo triennio superiore al 5% medio per ogni anno su quello precedente», ribadiscono dal coordinamento sindacale unitario.

Le parti sociali hanno apprezzato l’immediata convocazione da parte della Regione Marche, in primis il presidente Francesco Acquaroli, del tavolo istituzionale e «le dichiarazioni del governatore e dell’assessore regionale al Lavoro, Stefano Aguzzi, vanno nella direzione giusto e sono tese alla difesa del lavoro sul territorio come obiettivo da raggiungere e perseguire, impegnandosi anche a valutare gli strumenti da poter mettere a disposizione».

Il Coordinamento ribadisce la necessità di mantenere il lavoro sul territorio di Fabriano e torna a chiedere con forza la convocazione del tavolo al ministero delle Sviluppo economico come richiesto dalle Segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm «per la gestione di una delle vertenze più drammatiche ed emblematiche dell’intero Paese», concludono.