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Fabriano

Fabriano, vertenza Elica: le segreterie nazionali dei sindacati chiedono un incontro al Mise

Massimiliano Nobis (Fim-Cisl), Barbara Tibaldi (Fiom-Cgil) e Gianluca Ficco (Uilm-Uil) definiscono il piano strategico dell'azienda «inaccettabile»

Presidio lavoratori Elica

FABRIANO – Vertenza Elica, si muovono le segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm che chiedono un urgente incontro al Mise. Hanno scritto una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti per chiedere, «considerata la gravissima situazione dell’annunciata intenzione del trasferimento delle produzioni da parte del gruppo Elica, un incontro urgentissimo per scongiurare la delocalizzazione e l’aggravarsi delle tensioni sociali nel territorio di Fabriano».

Potrebbe fare subito un salto di livello, come c’era da aspettarselo, la vertenza Elica, multinazionale di Fabriano leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, che il 31 marzo scorso ha presentato ai sindacati di categoria, il piano strategico 2021-2023 che prevede: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo.
Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl, Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm-Uil, lo definiscono «inaccettabile». I dipendenti di Elica hanno da subito iniziato la mobilitazione attraverso un presidio permanente davanti ai cancelli degli stabilimenti di Cerreto D’Esi e Mergo. Presidio che andrà avanti almeno fino al 6 aprile, dalle 6 alle 21, rispettando quindi gli orari del coprifuoco e stando molto attenti a evitare assembramenti.

«La decisione dell’azienda rischia di provocare il disastro sociale e la desertificazione industriale del territorio», per Fim-Fiom-Uilm l’unica soluzione possibile «è il mantenimento delle produzioni nei siti di Fabriano, Cerreto D’Esi e Mergo e la tutela di tutta l’occupazione. Ci auguriamo che almeno stavolta il Ministro Giorgetti risponda alla nostra richiesta e si interessi alle vicende dell’industria e del lavoro, verso cui continua a ostentare la più assoluta indifferenza. Il passaggio di consegne fra il precedente e il nuovo Governo, ha difatti rappresentato la scusa per il Ministro Giorgetti per tralasciare le vertenze industriali e defilarsi in un modo che probabilmente non ha precedenti nella storia repubblicana», la stoccata finale in direzione del Ministro, da parte dei segretari nazionali di Fim-Fiom-Uilm.