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Fabriano

Vertenza Elica, 8 ore di sciopero generale per il Gruppo. Si manifesta a Castelfidardo

La mobilitazione continua venerdì 28 maggio tra sciopero generale e presidio a Castelfidardo davanti lo stabilimento della Fime della multinazionale di Fabriano

Gli operai di Elica protestano (Foto di repertorio)

FABRIANO – Venerdì 28 maggio sciopero generale del Gruppo Elica e manifestazione a Castelfidardo. Continua, dunque, la mobilitazione delle lavoratrici e i lavoratori della multinazionale di Fabriano leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti a seguito della presentazione del piano strategico 2021-2023, avvenuta lo scorso 31 marzo. Il Piano prevede 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo.

I lavoratori di Elica hanno immediatamente risposto con una dura lotta di mobilitazione che ha portato a presidi davanti agli stabilimenti di Mergo e Cerreto D’Esi durante le feste di Pasqua e il primo maggio. Quindi, un corteo a Fabriano, presidio sotto la Regione Marche quando l’Esecutivo regionale ha convocato il management della multinazionale di Fabriano. La proclamazione di 16 ore di sciopero, le prime quattro ore si sono svolte lunedì scorso con corteo a Cerreto D’Esi.

Ora la notizia su come si intenderanno impiegare altre otto ore del pacchetto di ore di sciopero previste. Esattamente venerdì 28 maggio con uno sciopero generale di tutti i lavoratori del Gruppo Elica che coinvolgerà per l’intera giornata gli stabilimenti di Castelfidardo, Cerreto D’Esi e Mergo. «Fin dall’inizio abbiamo sempre dichiarato che la vertenza riguarda tutto il Gruppo e che nessuno si può sentire salvo quando un’azienda annuncia in maniera così prepotente e irrispettosa la delocalizzazione della quasi totalità delle produzioni. Le lavoratrici e i lavoratori di Elica, con il coinvolgimento dei direttivi provinciali di Fim-Fiom-Uilm daranno vita a un presidio presso lo stabilimento della Fime di Castelfidardo dalle 5:30 della mattina», spiegano i lavoratori.

Continua, dunque, la mobilitazione e la lotta per il lavoro «che deve restare in Italia, contro le logiche speculative e finanziarie che calpestano la vita delle persone», si conclude la nota.