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Fabriano

Vertenza Elica, gli operai tornano a scioperare in vista del summit in Regione

In circa 300 operai hanno manifestato in corteo, partito dal sito che dovrebbe essere chiuso fino al Municipio. Chiesto ai Sindaci presenti di firmare un documento da portare in Regione

Corteo dallo stabilimento di Cerreto D'Esi in direzione del Comune

FABRIANO – Prime quattro ore di sciopero nell’ambito della vertenza Elica. Questa mattina, 24 maggio, gli operai degli stabilimenti marchigiani della multinazionale di Fabriano, leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, si sono dati appuntamento davanti allo stabilimento di Cerreto D’Esi intorno alle 9. Da qui, in circa 300, insieme ai rappresentanti dei sindacati di categoria e del coordinamento sindacale unitario del Gruppo, si sono mossi in direzione del Municipio, dove ad attenderli vi era il Primo cittadino cerretese, David Grillini, insieme ai colleghi di Mergo Luca Possanzini, Cupramontana, Matelica, Serra San Quirico, oltre ai consiglieri regionali del Pd: Mangialardi, Bora e Mastrovincenzo, e la deputata del M5S Terzoni.

È stato loro consegnato un documento che, auspicano gli operai e i sindacati, possa essere firmato. E, quindi, inviato in Regione prima dell’inizio dell’incontro convocato dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, con il management di Elica. Summit, il secondo a Palazzo Raffaello, che prenderà il via alle 13 di oggi. Al centro della discussione, il piano strategico 2021-2023 che prevede: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo. Lo sciopero dei lavoratori di Elica terminerà alle 13 di oggi. Il coordinamento sindacale unitario ha annunciato altre iniziative del genere nei prossimi giorni, ricordando di avere a disposizione altre dodici ore di sciopero proclamato nell’ambito dello stato di agitazione seguito alla presentazione del piano strategico da parte della multinazionale fabrianese, avvenuta il 31 marzo scorso.

Operai Elica in Municipio

«La contrarietà al piano di delocalizzazioni e licenziamenti presentato di Elica, oltre alla risposta delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata chiaramente manifestata da tutti: il Territorio, il Governo, tutti i Sindaci dell’area montana e la Regione, hanno ritenuto inaccettabile e pericolosa la strategia della multinazionale; da ogni parte è arrivata la richiesta di ritiro del piano. Il silenzio da parte dell’impresa è stato assordante e nel frattempo, in maniera unilaterale, il progetto sta andando avanti», scrivono le parti sociali.

Il Coordinamento unitario ritiene urgente una nuova convocazione del tavolo di crisi al Mise «per provare a riprendere una discussione che l’azienda non ha mai voluto iniziare e capire insieme come si possono costruire i presupposti per mantenere il lavoro in Italia, nell’interesse delle persone di Elica, del territorio e di tutto il Paese».