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Fabriano

Vertenza Elica: con il rientro delle produzioni in Italia, salvi altri 15 posti di lavoro. Ma per i sindacati non basta

Prove tecniche di dialogo, ma le distanze rimangono ancora molto importanti, fra parti sociali e multinazionale fabrianese, a seguito dell'incontro del tavolo tecnico locale

Gli operai di Elica protestano (Foto di repertorio)

FABRIANO – Vertenza Elica: prove tecniche di dialogo, ma le distanze rimangono ancora molto importanti. Anche se gli esuberi scendono di ulteriori 15 unità, attestandosi ora a un numero di 95 posti di lavoro salvabili, rispetto ai 409 annunciati con il piano strategico presentato lo scorso 31 marzo e ora “sospeso” che prevedeva, inoltre, la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi e molta delocalizzazione di produzioni in Polonia.

Nell’incontro di oggi, 29 luglio, nella sede di Confindustria Ancona, si è svolta la nuova riunione del tavolo tecnico locale fra azienda e il coordinamento unitario sindacale della multinazionale di Fabriano leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti. E si è entrati nel merito delle modifiche al piano strategico 2021-2023 per poter arrivare a una condivisione per salvaguardare il lavoro e l’occupazione. Si è partiti dalle possibili famiglie di prodotti sostenibili nel territorio italiano. «Sono stati individuati tre macro gruppi di famiglie oggetto di una valutazione che ha messo in evidenza come alcune produzioni potrebbero essere subito sviluppabili in Italia e altre che invece hanno bisogno di strumenti per essere sostenibili nei due siti produttivi. Gli ulteriori modelli che l’azienda è disposta a far rientrare dalla Polonia avrebbero un impatto occupazionale di ulteriori 15 dipendenti che si aggiungerebbero agli 80 già annunciati nello scorso tavolo tecnico, arrivando così a diminuire l’esubero di 95 unità», si legge nella nota a firma delle parti sociali.

Il punto del Coordinamento sindacale unitario

Ma i sindacati rilanciano. «Le ulteriori proposte avanzate avrebbero una ricaduta occupazionale di oltre 150 persone, ma sono state considerate non sostenibili da Elica, quindi il coordinamento reputa ancora insufficienti le disponibilità aziendali per condividere un progetto che deve aver al centro la totale tutela occupazionale. Al margine dell’incontro, in considerazione del fatto che nonostante le notevoli distanze che permangono si è entrati comunque in una fase di confronto, l’azienda dietro nostra richiesta, ha accettato il ritiro dei provvedimenti disciplinari fatti verso alcune/i dipendi e relativi procedimenti giudiziari. Il Coordinamento ha ribadito la necessità di ulteriori sforzi da parte di Elica nella logica di condividere un progetto, senza licenziamenti di persone e che preveda invece il ritorno del lavoro in Italia, da sottoporre al Mise per valutarne la sostenibilità e i mezzi necessari ad accompagnarlo», si conclude la nota.

La posizione dell’azienda: disponibilità al dialogo

Dal canto suo, Elica ricorda come l’azienda si fosse riservata di valutare le proposte sindacali per il rientro di alcune produzioni in Italia, ritenendo interessanti alcuni aspetti. Durante il confronto odierno l’azienda è tornata con un’analisi approfondita sui benefici occupazionali e gli investimenti necessari relativamente al mix produttivo indicato dalle parti sociali. «Dall’analisi è emerso che il numero di dipendenti coinvolti e gli ingenti investimenti necessari, possono essere oggetto di una mediazione per realizzare un modello organizzativo che consenta di raggiugere un equilibrio tra l’impatto occupazionale avanzato dalle organizzazioni sindacali e la salvaguardia dell’azienda». Elica, per agevolare il dialogo in corso tra le parti, ha ritenuto utile la convocazione di un ulteriore confronto tecnico per il primo settembre «al fine di giungere ad una proposta da discutere presso il tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico affinché quest’ultimo eserciti il ruolo pubblico». Inoltre, l’azienda ha accettato la proposta dei sindacati di ritirare i provvedimenti disciplinari elevati nei confronti di alcuni dipendenti «auspicando che questo possa migliorare le relazioni tra le parti».

ll tavolo tecnico è stato aggiornato al prossimo primo settembre, mese in cui entro la prima decade sarà convocato nuovamente l’incontro ministeriale.

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