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Fabriano

Vertenza Elica: si tornerà al Mise, rimangono distanze fra le parti

Il Coordinamento sindacale unitario ha deciso di proclamare un nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli chiede intervento ministeriale

Un momento del confronto in Regione

FABRIANO – Sindacati critici sull’esito del tavolo regionale, svoltosi oggi 14 giugno a Palazzo Raffaello, istituito dalla Regione Marche per la vertenza Elica, la multinazionale di Fabriano che, lo scorso 31 marzo, ha annunciato il proprio piano strategico 2021-2023 nel quale si prevede: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto d’Esi e Mergo. Un summit al quale, per la prima volta dopo l’inizio delle mobilitazioni, sono tornati a sedersi attorno allo stesso tavolo azienda – rappresentata tra gli altri dall’AD Giulio Cocci – e le parti sociali rappresentate all’interno del Coordinamento sindacale unitario. A presiedere il tavolo, il presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli. Presenti, inoltre, gli assessori Mirco Carloni e Stefano Aguzzi.

Il Coordinamento sindacale

«Confermata dall’azienda una generica disponibilità a vedere qualche minima produzione da mantenere su Mergo, riducendo l’impatto occupazionale con il part-time e con la chiusura di Cerreto d’Esi ed eventuale reindustrializzazione. Non valutiamo sufficiente quanto dichiarato», commentano dal Coordinamento sindacale. «Abbiamo posto da subito il tema di come si garantisce il futuro di Elica nel medio lungo periodo, mantenendo il lavoro che già c’è ed eventualmente anche con operazioni di reshoring, mentre sta continuando l’uscita di modelli dai plants del fabrianese».

Nuovo pacchetto di scioperi

I sindacati, dunque, tornano a chiedere con forza la convocazione del tavolo di crisi al Mise, «indispensabile per costruire insieme un futuro diverso rispetto a quello proposto da Elica nel sul piano strategico, che tenga centrale il lavoro in Italia anche in una prospettiva di medio e lungo periodo per gli stabilimenti italiani. In attesa di iniziare una vera discussione che inevitabilmente deve avvenire in sede governativa, il Coordinamento conferma lo stato di agitazione del gruppo e proclama un ulteriore pacchetto di 16 ore di sciopero».

Tavolo sulla vertenza Elica in Regione

Il parere della Regione Marche

Dal canto suo, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, non nasconde come le distanze siano ancora importanti fra le parti. «Il dialogo tra le parti prosegue al Tavolo nazionale, al fine di coinvolgere anche il ministero dello Sviluppo in una vertenza così importante. La Regione è pronta a fare la propria parte per la difesa del territorio. Sarebbe stato forse utile andare al Tavolo nazionale con una forte connotazione di contenuti, ma non è stato possibile. L’importante però è che il dialogo e la discussione continuino. Nonostante le reciproche disponibilità che sono state manifestate, le parti sono ancora distanti. Si è visto uno spazio di dialogo e di dibattito, ma queste distanze possono essere colmate probabilmente più facilmente con gli strumenti che il Mise può mettere a disposizione e di cui la Regione non dispone. Strumenti di natura economica e finanziaria molto più ampi di quelli regionali. Una discussione su una vertenza così importante è auspicabile avvenga anche con l’aiuto e il contributo del Ministero», ha concluso il presidente.