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Fabriano

Fabriano, vertenza Elica: i Giovani Democratici chiedono intervenga il Mise

Tuonano così: «È immorale e inaccettabile che si prenda questo genere di decisioni senza pensare alle conseguenze, catastrofiche, che causerà a centinaia di vite umane»

Presidio dei lavoratori di Elica a Mergo organizzato durante le scorse festività pasquali

FABRIANO – Vertenza Elica, parole dure da parte dei Giovani Democratici Marche e di Fabriano nei confronti della multinazionale, leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, che ha presentato il piano strategico 2021-2023 che prevede la riorganizzazione del footprint industriale dell’area Cooking Italia: 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo. «Più tutele e meno delocalizzazioni per i marchigiani», il pensiero dei GD.

«È immorale e inaccettabile che si prenda questo genere di decisioni senza pensare alle conseguenze, catastrofiche, che causerà a centinaia di vite umane. Auspichiamo pertanto una ferma presa di posizione dalle istituzioni di ogni livello. Soprattutto lo pretendiamo dal Governo con i tavoli di crisi costituiti al Mise e dalla Giunta regionale. Esprimiamo infine tutta la nostra vicinanza ai lavoratori e lavoratrici, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte. Promettiamo loro la nostra vicinanza, la nostra solidarietà. Non siete soli in questa battaglia. Siamo pronti, se necessario, a lottare al vostro fianco. Confidiamo nell’operato dei sindacati, con la speranza che questa situazione critica possa rientrare. E ci auguriamo che il presidente di Elica, Francesco Casoli chiarisca, il prima possibile, la sua posizione. Non ci deve essere spazio per l’incertezza quando in ballo ci sono vite umane», concludo i Giovani Democratici Marche e Fabriano.

Intanto il capogruppo di Associazione Fabriano Progressista, Vinicio Arteconi, ha approntato una mozione che potrebbe essere inserita nella prossima seduta del consiglio comunale. «La crisi di Elica era nell’aria, ma credo che nessuno di noi si aspettasse un provvedimento così duro, iniquo e in un periodo così serio come quello che stiamo vivendo – chiarisce Arteconi -. Per questo vorremmo impegnare il Sindaco e La Giunta ad adottare e a stimolare tutte le iniziative opportune a livello regionale e nazionale, coinvolgendo anche l’Unione Montana e tutti i Primi cittadini del territorio, per bloccare e scongiurare l’ennesimo insulto alla dignità e al rispetto della persona».