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Fabriano

Sulla movida a Fabriano si riaccende lo scontro fra Amministrazione comunale e titolari dei locali

La nota esplicativa in vista dell'estate ha fatto rialzare la tensione. «Spiace constatare che si voglia fare polemica a tutti i costi, anche su normative nazionali che si dovrebbero conoscere», le parole di Gabriele Santarelli. «Ancora una volta si cerca di intimidire i gestori dei locali», la replica

L'ironia social dei gestori dei locali dopo l'ordinanza sulla movida
L'ironia social dei gestori dei locali dopo l'ordinanza sulla movida

FABRIANO – Botta e risposta fra i gestori dei locali della movida di Fabriano e il sindaco. Motivo del contendere la nota esplicativa inviata da quest’ultimo in vista della stagione estiva. «Spiace constatare che si voglia fare polemica a tutti i costi, anche su normative nazionali che si dovrebbero conoscere», le parole di Gabriele Santarelli. «Ancora una volta si cerca di intimidire i gestori dei locali», la replica.

Entro il 15 giugno, il comune di Fabriano ha chiesto a tutti di inviare le proprie proposte per garantire il corretto svolgimento della movida soprattutto dopo le polemiche scaturite dall’ordinanza del febbraio scorso. A pochi giorni dalla scadenza, i gestori dei locali hanno ricevuto una nota esplicativa a firma del primo cittadino. E scatta, nuovamente, la polemica via social.

Ma cosa è scritto in questa nota? Per gli esercizi con capienza fino a 100 avventori si consente l’effettuazione di piccoli intrattenimenti musicali. A patto, però, che non venga modificato l’allestimento del locale, dunque spostate sedie e tavolini per creare maggiori spazi. Inoltre, la musica non deve essere l’attrattiva principale della serata, ma deve solo accompagnare in sottofondo la somministrazione delle bevande, rendendo più piacevole l’atmosfera e la permanenza degli avventori. Quest’ultimi devono limitarsi ad ascoltare la musica, dunque senza ballare.

Per gli esercizi con capienza superiore a 100 avventori: per i locali fino a 200 avventori, oltre alla Scia, è necessaria una relazione che valuti tutti i requisiti di sicurezza previsti; per quelli oltre i 200 avventori è sempre necessario presentare una richiesta di licenza per pubblico spettacolo, corredata da relazione tecnica.

Il secondo punto affrontato è relativo al disturbo della quiete pubblica. In base al principio del disturbare il meno possibile, l’impianto che produce il rumore deve essere collocato all’interno del locale e non all’esterno. Se, invece, viene posizionato all’esterno, il titolare dell’attività deve far valutare a un tecnico di fiducia se il rumore emesso rientra nei limiti imposti dal Piano di zonizzazione acustica e presentare il tutto al Suap almeno venti giorni prima dell’evento. Senza rilascio di autorizzazione, l’evento rumoroso non potrà essere svolto.

Se, l’impianto è posizionato all’interno del locale, si deve obbligatoriamente produrre la documentazione di previsione di impatto acustico. Dunque, qualunque attività musicale rumorosa che eventualmente si voglia svolgere deve semplicemente rispettare quanto previsto nella predetta documentazione. Naturalmente, sono previste sanzioni se non rispetterà questo vademecum.

La polemica via social va avanti. Il tutto, in attesa, di capire se e quali suggerimenti arriveranno entro il prossimo 15 giugno, per cercare di garantire i diritti di tutti.