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Fabriano

Fabriano, scuola media Marco Polo: presidio in Comune ed esposto

Si richiedono soluzioni immediate e chiarimenti puntuali sulla vicenda legata al plesso scolastico che il sindaco Santarelli ha chiuso il 14 maggio scorso

Il presidio

FABRIANO – Presidio di genitori e personale scolastico davanti alla sede del comune di Fabriano. Si richiedono soluzioni immediate e chiarimenti puntuali sulla vicenda legata alla scuola media Marco Polo, il plesso scolastico, che il sindaco Gabriele Santarelli ha chiuso a seguito di una relazione depositata nel maggio del 2019, nella quale si evidenziavano chiaramente problematiche di natura statica di tre corpi su quattro – A, B e D – e legati all’adeguamento sismico. Il personale di segreteria rientra nei locali, mentre gli studenti stanno effettuando la didattica a distanza. Ma da lunedì, le quattro terze media finiranno l’anno scolastico, con i relativi esami finali, all’interno dei locali del Complesso San Benedetto. Una soluzione provvisoria. Durante l’estate, poi, si deciderà se i circa 250 studenti ritorneranno a scuola sempre al San Benedetto o, in alternativa, nella struttura dell’ex Seminario vescovile. O, ancora, in qualche altro edificio da individuare nelle prossime settimane.

Nel frattempo, però, la protesta non si ferma. Oltre alla polemica politica, con le opposizioni che hanno protocollato richiesta ufficiale per la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc, ad agitare le acque sono i diretti interessati: famiglie degli studenti e istituzione scolastica. Questo pomeriggio, 20 maggio, è stato portato un presidio davanti alla sede del Comune di Fabriano per chiedere soluzioni immediate e chiarimenti puntuali sulla vicenda. In particolare, sulla tempistica legata al deposito della perizia tecnica, maggio 2019, alla successiva delibera di Giunta, novembre 2019, e all’ordinanza sindacale di Santarelli per chiusura del plesso scolastico del 14 maggio scorso. «Vogliamo che venga fatta piena luce e capire se è stato perso tempo, mettendo a rischio l’incolumità dei nostri figli e di tutto il personale scolastico», dicono.

Oltre al presidio di oggi, alcune decine di persone e una delegazione ricevuta in Comune, si ha notizia di una raccolta firme, di un esposto presentato ai carabinieri e di numerose lettere ufficiali che sono state indirizzate alla Regione, al Comune «e a tutti coloro che devono essere avvertiti di questa situazione», raccontano i genitori.