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Fabriano

La Fiom insiste: «Le fabbriche si fermino». E continuano gli scioperi a Fabriano

Domani toccherà alle tute blu della Ghergo di Sassoferrato. Oggi, invece, hanno incrociato le braccia i lavoratori di Elica. Plauso alla Ariston Thermo Group per il fermo produttivo ad Albacina fino a mercoledì 18 marzo

Fiom Cgil

FABRIANO – Le fabbriche si fermino temporaneamente per arrestare il contagio da Coronavirus, la richiesta della Fiom che ha indetto anche per oggi, 17 marzo, scioperi dei dipendenti dell’aziende del fabrianese: tocca infatti alle tute blu della Ghergo di Sassoferrato. Ieri, invece, lunedì 16 marzo, hanno incrociato le braccia i lavoratori di Elica. Plauso alla Ariston Thermo Group per il fermo produttivo ad Albacina fino a mercoledì 18 marzo.

«Siamo nella fase di massima diffusione del contagio e l’unica reale possibilità di arginarlo risiede nel fatto di restare temporaneamente a casa: questo deve valere anche per le lavoratrici e i lavoratori dei settori che non sono di primaria importanza, aldilà dell’applicazione di qualsiasi protocollo che non scongiura il pericolo. Mentre continua l’immenso lavoro delle Rsu per garantire le migliori condizioni di sicurezza possibili, molte fabbriche della provincia sono scese in lotta per rivendicare il fatto che la salute viene prima del profitto», spiega il responsabile della Fiom per Fabriano e il comprensorio, Pierpaolo Pullini.

Venerdì scorso, 13 marzo, hanno scioperato alla Faber di Sassoferrato e l’Ariston Thermo Group di Albacina. Oggi, è stata la volta dell’Elica di Mergo e Cerreto D’Esi. Domani toccherà alla Ghergo di Sassoferrato. «In altre aziende, grazie alla mobilitazione proclamata è stato possibile contrattare le migliori condizioni come all’Ariston di Genga che resterà chiusa fino a mercoledì per riorganizzare al meglio il processo produttivo, così come all’Electrolux di Cerreto D’Esi, chiusa oggi per sanificazione lo stabilimento e dove si sta valutando uno stravolgimento anche dell’organizzazione aziendale».

In altre aziende di rilevanti dimensioni, dove si stanno facendo importanti trattative, lo sciopero è solo rimandato e comunque rimane la copertura della Fiom di Ancona che mantiene su tutto il territorio lo stato di agitazione. «Lanciamo un appello a tutte le aziende metalmeccaniche affinché si arrivi al fermo temporaneo della produzione, almeno per il periodo di diffusione massima del virus Covid-19, in quanto abbiamo il timore che anche le misure più stringenti adottate non siano sufficienti a garantire la salute delle persone che lavorano, a fronte di una malattia sconosciuta all’umanità», conclude Pullini.