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Fabriano

Sassoferrato: abbandono rifiuti pericolosi, denunciato imprenditore di Mondolfo

Le indagini durate alcune settimane hanno permesso di risalire all’uomo che, ora, rischia il carcere e una salata ammenda pecuniaria, oltre a dover bonificare la zona

I rifiuti abbandonati a Sassoferrato

SASSOFERRATO – Abbandono di rifiuti speciali pericolosi, ritagli di parquet, imballaggi vari e bidoni di colla bicomponente: denunciato un imprenditore di Mondolfo, da parte dei carabinieri forestali della stazione di Sassoferrato. Indagini durate alcune settimane che hanno permesso di risalire all’uomo che, ora, rischia il carcere e una salata ammenda pecuniaria, oltre a dover bonificare la zona.

Rifiuti pericolosi abbandonati: la segnalazione e le indagini

Tutto è partito a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini di Sassoferrato residenti nella frazione di Monterosso. Hanno evidenziato ai carabinieri forestali della stazione della città sentinate l’abbandono di rifiuti in località Col di Cardi, vicino la frazione Monterosso. I militari, prontamente intervenuti, hanno immediatamente posto sotto sequestro l’area interessata dalla presenza dei rifiuti.

Quindi, sono partite le indagini che hanno visto una stretta collaborazione fra i carabinieri forestali della stazione di Sassoferrato e i colleghi della stazione di Cartoceto. Al termine dell’attività investigativa, il provvedimento con la denuncia per abbandono di rifiuti speciali pericolosi a carico del titolare di una piccola impresa di Mondolfo, dedita tra l’altro alla posa di pavimenti in legno. L’uomo avrebbe abbandonato, nella serata dello scorso 7 maggio, alcuni sacchi contenenti ritagli di parquet, imballaggi vari e bidoni di colla bicomponente provenienti da un cantiere di Pesaro in cui stava lavorando la sua ditta, ai margini del bellissimo bosco di Aia del Piano, famoso in tutta la Regione per i suoi tartufi. Inoltre l’uomo, messo alle strette dai Forestali, ha ammesso di aver smaltito illecitamente il restante materiale consegnandolo come fossero semplici rifiuti domestici, al servizio di raccolta porta a porta. Ora l’imprenditore, che dovrà bonificare l’area, rischia l’arresto fino a due anni e l’ammenda fino a 26mila euro.