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Fabriano

Rischio sicurezza: il comitato Indecente 76 deposita un esposto-denuncia in Procura

Stop prolungato dei lavori del maxi-lotto n. 2 del progetto Quadrilatero, raddoppio SS. 76 e completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia, le questioni sul tavolo

Tavolo dei relatori all'assemblea del comitato Indecente 76
Tavolo dei relatori all'assemblea del comitato Indecente 76

FABRIANO – Un esposto-denuncia motivato da questioni di sicurezza per lo stop prolungato dei lavori del maxi-lotto n. 2 del progetto Quadrilatero, raddoppio SS. 76 e completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia, depositato alle Procure di Ancona, Perugia e Roma, oltre a essere inoltrato per conoscenza ad Astaldi, Quadrilatero, Anas, Regioni Marche e Umbria. È questa la mossa orchestrata dal comitato Indecente 76, al quale hanno già aderito oltre 300 persone residenti a Fabriano e non solo.

L’annuncio ieri sera, 15 febbraio, durante un’assemblea pubblica svoltasi nell’auditorium della Fondazione Carifac. L’esposto è stato redatto dallo studio Carmenati e, oltre a evidenziare il ritardo inammissibile nel proseguo dei lavori nella tratta Fossato di Vico-Serra San Quirico che sta mettendo a rischio l’attività di decine di aziende creditrici, si basa sui rischi potenziali legati alla sicurezza stradale. «Vie di fuga limitate, percorso a zig-zag tra una galleria e l’altra, presenza di piazzole di sosta previste solo su un lato, mancanza di percorsi alternativi adeguati in caso di eventi sismici e/o meteorologici di forte intensità non infrequenti in un territorio morfologicamente complesso e difficile».

Nel corso dell’assemblea, presente anche il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, che ha si è impegnato a invitare quanto prima il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per visitare il cantiere, in modo da sollecitare un intervento del Governo centrale.

Il successivo dibattito animato dai numerosi presenti, ampio e articolato, ha messo in evidenza l’assoluta necessità di dare una svolta all’attuale inerzia. Di particolare significato l’intervento del sindacalista della Uil, Andrea Casini che ha denunciato il rischio di fallimento da parte di decine di imprese di fornitori edili locali e l’aleatorietà del presunto piano di acquisizione di Astaldi da parte di Salini Impregilo, «strombazzato ai quattro venti dalla stampa, ma che non garantisce tempi certi per la ripresa dei lavori».

È, poi, intervenuto il sindaco di Genga, Giuseppe Medardoni, che ha messo in evidenza il desolante rischio di isolamento del proprio territorio, «devastato da lavori infiniti che stanno causando grandi problemi di percorrenza per raggiungere le Grotte di Frasassi». Gli ex Sindaci di Fabriano, Roberto Sorci e Francesco Santini, hanno invitato l’intera comunità cittadina, «a partire dal suo ancora importante tessuto economico, a mettere in campo iniziative di mobilitazione anche eclatanti per far smuovere la politica ed il Governo. Governo che avrebbe il dovere, giunti a questo punto, di emanare un Decreto Legge d’urgenza per far riprendere i lavori, sul modello di quello approvato per Genova». Il comitato, in attesa di valutare l’esito dell’esposto presentato, «verificherà che agli impegni presi possano seguire soluzioni concrete».