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Fabriano

Sarà riattivata la tratta ferroviaria Fabriano-Pergola per fini turistici

«Una linea colpevolmente dismessa riprende vita e sarà funzionale alle Marche interconnesse e intermodali», il commento dell'assessore alle Infrastrutture Baldelli. Il sidanco Santarelli: «Dalla Regione Marche fatto in 10 mesi quello che in passato era dichiarato impossibile»

L'assessore Baldelli in un tratto della Fabriano-Pergola

FABRIANO – Riattivazione del treno Fabriano-Pergola a partire dal prossimo mese di settembre per fini turistici, con treno in partenza da Ancona. «Una linea colpevolmente dismessa riprende vita e sarà funzionale alle Marche interconnesse e intermodali», il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli. A cui fa eco il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli: «Dalla Regione Marche fatto in 10 mesi quello che in passato era dichiarato impossibile».

L’assessore Baldelli e il progetto

«Sono passati quasi 8 anni dall’ultimo treno che ha percorso una delle tratte più funzionali al sistema di mobilità di quelle Marche più autentiche, colpevolmente abbandonate da una politica miope, che ha generato un solco profondo tra territori interni e costa, tra nord e sud della regione, un solco che il cambio di passo della Giunta Acquaroli ha iniziato a colmare», incalza l’assessore Baldelli.

«L’itinerario che meglio rappresenta la nostra visione è quello che parte da Ascoli e risale le Marche lungo la costa, da San Benedetto del Tronto a Civitanova Marche, e da qui, grazie agli investimenti per la sua elettrificazione, fa arrivare veloci fino a Fabriano, uno snodo importante per raggiungere Roma o proseguire verso Pergola e poi, in prospettiva, collegarsi agli altri centri della dorsale adriatica. Un grande anello di ferro in grado di valorizzare una regione che, pur se declinata al plurale e suddivisa in valli e in grandi e piccoli comuni, deve poter contare su una visione unitaria».

Per riattivare la linea, Fondazione Fs ha già attuato un investimento da 1 milione di euro, anche se l’intervento più consistente, pari a circa 10 milioni, sarà realizzato il prossimo inverno. Nel 2021 il treno effettuerà tre viaggi tra settembre e ottobre, partenza da Ancona, con fermate intermedie che consentiranno di far scoprire ai turisti i borghi, Sassoferrato, la miniera di Cabernardi e i Bronzi Dorati.

Dopo questi viaggi la linea sarà interessata da ulteriori importanti lavori di ammodernamento. «È un’opportunità per il turismo interno e di prossimità – aggiunge Baldelli – attraverso una formula innovativa che permette lo sviluppo di un turismo lento e sostenibile, la decongestione dei flussi dei grandi centri e la destagionalizzazione della domanda. Aspetto non secondario è la qualità dei treni, destinati a 271 passeggeri, che saranno utilizzati, con carrozze arredate in modo elegante, in stile storico», conclude Baldelli.

La soddisfazione del primo cittadino fabrianese

Soddisfatto il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli. «Il ripristino della tratta è un’ottima notizia che aspettavamo da anni. Abbiamo lavorato per anni, da quando era stata interrotta per il piccolo dilavamento dovuto alle piogge, per la sua riattivazione e seppure questo avviene solo a scopo turistico lo considero un primo passo fondamentale per la sua piena ripresa anche per il trasporto locale. Bisogna dare atto alla Regione e in primis all’assessore Baldelli di essere riuscito a fare in 10 mesi quello che in passato veniva dichiarato impossibile. È evidente che era solo una questione di volontà e che dietro alle scuse accampate dalle due Giunte precedenti c’era solo una diversa visione dello sviluppo delle aree dell’entroterra, visione, a mio modo di vedere, miope e sbagliata che dirottava il trasporto locale sulla gomma anziché sul ferro. Ora si aprono nuove prospettive. L’obiettivo è quello di arrivare a realizzare quello di cui parliamo dall’ormai lontano 2014: la ferrovia Subappenninica che dovrà unire Fano a Civitanova compiendo un percorso a ferro di cavallo unendo un territorio con notevoli rilevanze culturali, artistiche, imprenditoriali, nonché 3 città universitarie: Urbino, Camerino e Macerata. In quest’ottica Fabriano rappresenta lo snodo principale consentendo alle aree interne di potersi collegare alla Falconara-Orte. Le nuove tecnologie che annoverano i treni a idrogeno rappresentano una opportunità di sviluppo che per troppo tempo è stata ignorata se non addirittura avversata. Poi ci sarà spazio anche per l’ambizioso progetto del museo nei locali delle officine delle ferrovie presso la Stazione di Fabriano per il quale Bonafoni sta combattendo da anni e che ora sembra veramente a portata di mano. Ora intanto dovremo lavorare per cogliere questa occasione che ci viene data con l’attivazione dei treni turistici che possono già da soli portare molto al nostro territorio», ha concluso Santarelli.