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Fabriano

Quadrilatero e Pedemontana Fabriano-Muccia: i bonifici del Fondo Salva Opere non sono arrivati. Pronte azioni di protesta

Coinvolte circa 40 imprese fra Marche e Umbria (1.500 lavoratori complessivi) che rischiano il fallimento per soldi stanziati, ripartiti, ma ancora non accreditati. Ecco la situazione

Operai nei cantieri della Quadrilatero (Immagine di repertorio)

FABRIANO – Torna a protestare il comitato delle aziende creditrici, circa 40 imprese fra Marche e Umbria che vantavano crediti fra i 40 e i 60 milioni, nei confronti di Astaldi contrente generale dei lavori del progetto Quadrilatero, maxi-lotto n. 2 Fabriano-Serra San Quirico e realizzazione della Pedemontana delle Marche Fabriano-Muccia. Questi crediti con le regole del Fondo Salva Opere si riducono a 40 milioni complessivi, ma ancora oggi non sono arrivati. «Siamo pronti a nuove azioni eclatanti», dichiarano i rappresentanti del comitato Albano Morelli (Umbria) ed Emanuele Pepa (Marche).

Più volte annunciato, anche dai parlamentati delle due Regioni, oggi si scopre che la prima tranche dei pagamenti di questi crediti ancora non è arrivata. «Dopo l’immane lavoro fatto con la creazione del Fondo Salva Opere, grazie al contributo di tutti, abbiamo risolto in parte il problema vista la restituzione di circa il 70% di quanto non riscosso dal contraente generale rispetto ai lavori fatti. Ma alle promesse, non sono seguiti i fatti. A marzo 2019 abbiamo organizzato la manifestazione a Fabriano, aprile 2019 incontrato il presidente Giuseppe Conte e l’allora ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli. Da quel momento, lo Stato ha iniziato a trattare il nostro problema e nel giro di 4 mesi, in teoria, è stata trovata la soluzione con il Fondo, varato a giugno 2019, con lo stanziamento di 85milioni di euro: 12 milioni da distribuire nel 2019 e il resto nel 2020», ricorda Albano Morelli.

È passato un anno, ma lo Stato non ha distribuito i soldi stanziati e finanziati. «È stato anche scritto un decreto con la ripartizione dei fondi, ma nulla. L’ultima promessa era che entro settembre sarebbero arrivati i bonifici, ma ancora una volta la scadenza indicata è trascorsa invano. Capiamo la pandemia da Coronavirus e che tutti gli sforzi siano concentrati su questa importante problematica, ma di pazienza anche noi ne abbiamo messa abbastanza. Anche perché abbiamo impegni verso terzi, banche in testa, e dobbiamo onorarli. Rischiamo che da un capolavoro oggettivo realizzato, con la creazione del Fondo, si arrivi a una bolla di sapone con ovvia esasperazione di tutti noi, come è facilmente comprensibile. Chiediamo, quindi, che si proceda immediatamente con i bonifici, si rischiano fallimenti ancora evitabili», conclude Morelli, ricordando anche che è stato chiesto un incontro con il MIT, «ma ancora dobbiamo ricevere risposta».

Ci sono esasperazione e rabbia, sentimenti che non si possono più nascondere. «Siamo stati molto collaborativi per raggiungere un obiettivo, una Legge dello Stato, ma che a distanza di un anno ancora non ha dato i frutti sperati e auspicati. Conte, Toninelli e Cancelleri, ci hanno messo la faccia e a oggi che tutte le carte sono in ordine e i fondi stanziati, non si riesce a dar corso a semplici bonifici. È scandaloso», il j’accuse di Emanuele Papa. «Abbiamo le banche che ci pressano e non possiamo più gestire questa situazione per molto altro tempo ancora, si rischiano fallimenti per un ritardo clamoroso dello Stato. Già abbiamo lasciato il 30% del credito che vantavamo e ora si aggiunge la beffa del mancato bonifico. Siamo pronti a manifestare in modo forte ed eclatante, visto anche il coinvolgimento di circa 1.500 lavoratori. Mi sembra banale e stupido che al Mit non abbiamo neppure il coraggio di convocarci. Ci riteniamo sbeffeggiati da un Governo che ci mette la faccia, ma poi non pone in essere le azioni conseguenti», conclude.

Questa situazione, ovviamente, si ripercuote anche sullo stato di avanzamento del cantiere relativo al progetto Quadrilatero, maxi lotto n. 2. «La conclusione dei lavori è ora stata prevista per la primavera 2021, ma il cantiere sta andando avanti lentamente nonostante sia rimasto un ultimo tratto per il completamento del raddoppio della SS 76 da Fabriano a Serra San Quirico. Molte aziende del nostro territorio, non avendo la sicurezza nei pagamenti, non hanno il coraggio di tornare a lavorarci in questo cantiere. Sono disponibili, ma con le dovute garanzie. Così facendo si accelererebbe il cantiere e finalmente si completerebbe un’opera strategica e vitale non solo per il fabrianese, ma per entrambe le Regioni Marche e Umbria», ha concluso il segretario di Confartigianato Trasporti Marche, Gilberto Gasparoni.