Quadrilatero, la Confcommercio chiede interventi d’urgenza

Oltre alle aziende creditrici, occorre riflettere sui danni che, a cascata, possono riversarsi nel commercio e le piccole e medie imprese. Questo il ragionamento della Confcommercio di Fabriano in merito allo stallo sulla ripresa dei cantieri

Il cantiere della Quadrilatero
Il cantiere della Quadrilatero

FABRIANO – Oltre alle aziende creditrici, occorre riflettere sui danni che, a cascata, possono riversarsi nel commercio e le piccole e medie imprese. Questo il ragionamento della Confcommercio di Fabriano in merito allo stallo sulla ripresa dei lavori del progetto Quadrilatero, maxi-lotto n.2 raddoppio della SS. 76 e completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia.

L’ultima data utile per la ripresa dei lavori doveva essere fine marzo, ma adesso è stata già posticipata ad aprile. In realtà, nessuno può essere certo della ripresa dei cantieri. E questo per le difficoltà economiche di Astaldi, contraente generale, in concordato. Dopo la protesta delle ditte sub-appaltatrici che vantano crediti per circa 40 milioni, la Confcommercio di Fabriano interviene sull’argomento.

«Sulla crisi Astaldi di Fabriano è necessaria e indispensabile l’attivazione di una procedura straordinaria d’urgenza che sblocchi la situazione. Confcommercio Marche Centrali lancia l’allarme sulla continua impasse della crisi che sta creando pesanti ripercussioni su un territorio già messo in ginocchio dalla congiuntura economica e dalle difficoltà di buona parte del tessuto imprenditoriale.

Sono più che comprensibili le ragioni della protesta delle ditte sub-appaltatrici. Sono altresì giustificate – spiega il presidente della Delegazione di Fabriano Confcommercio Marche Centrali Mauro Bartolozzi – le preoccupazioni di Confcommercio Marche Centrali per quel che riguarda l’indotto economico che rischia di subire il colpo di grazia se non si assisterà a uno sblocco della ripartenza della ricostruzione della strada».

Per questo è necessario un intervento «che abbia i crismi della straordinarietà e dell’urgenza e che non risponda alle normali prassi burocratiche le quali potrebbero ritardare la ripresa dei lavori con il rischio, ormai tangibile, di avere un danno economico devastante per il territorio. La mobilitazione delle scorse settimane è utile per riaccendere i riflettori su una questione che non può essere messa da parte e sulla quale è necessaria un’unità d’intenti indispensabile per trovare una soluzione grazie alla quale le imprese creditrici possano incassare le loro competenze e si possano riprendere i lavori per dare al territorio una viabilità e un’accessibilità indispensabile per svilupparsi nel settore produttivo così come nel Terziario e nel Turismo».