Punto nascita: si spera nel Consiglio di Stato e ci si prepara all’udienza al Tar Marche

I legali incaricati dal comune di Fabriano hanno giorni di super lavoro. Ieri, infatti, è stato discusso innanzi alla Terza sezione del Consiglio di Stato, il ricorso per chiedere la sospensiva al provvedimento di chiusura del reparto di ostetricia del presidio ospedaliero cittadino

La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano
La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano

FABRIANO – Discusso il ricorso al Consiglio di Stato a Roma. A Fabriano si incrociano le dita e si spera in un ribaltamento della disposizione del Tar Marche e, quindi, vedersi riaperto il Punto nascita dell’ospedale Engles Profili. La sentenza oggi o al più tardi lunedì 20 maggio.

I legali incaricati dal comune di Fabriano hanno giorni di super lavoro. Ieri, infatti, è stato discusso innanzi alla Terza sezione del Consiglio di Stato, il ricorso per chiedere la sospensiva al provvedimento di chiusura del Punto nascita del presidio ospedaliero cittadino. Il Tar Marche ha bocciato questa richiesta, fissando l’udienza di merito di discussione per il 22 maggio prossimo. Il comune di Fabriano ha deciso, in attesa, di appellarsi al Consiglio di Stato. «Abbiamo ricordato ai giudici amministrativi in camera di Consiglio che la chiusura è illegittima, in quanto Fabriano rientra nei comuni del cosiddetto cratere sismico, per i quali è sospeso – fino al 2020 – l’adeguamento ai vari parametri sanitari, salvo differente pronunciamento da parte del tavolo ministeriale che, in questo caso, non è mai arrivato», spiegano i legali incaricati dal Comune. Il riferimento è all’ormai famigerato limite dei 500 parti per mantenere un Punto nascita attivo, così come previsto dall’accordo Stato-Regioni. Limite che il ministero della Salute starebbe valutando, attraverso un’apposita commissione, di rivedere al ribasso per determinate aree disagiate. Anche se prima di sei mesi al massimo, non si dovrebbe cambiare nulla ufficialmente.

Non resta, dunque, che l’iter giudiziario per Fabriano. E accanto al Consiglio di Stato, si attende l’udienza di merito innanzi al Tar Marche il 22 maggio. Poi si vedrà quale altra azione intraprendere, in caso di esito negativo. Nel frattempo, il sindaco fabrianese, Gabriele Santarelli, torna a sparare a zero sui vertici dell’Area Vasta: il Direttore Marini e la Direttrice Sanitaria Storti, parlano di impegni «disattesi» e rischio accorpamento reparti con il prossimo piano ferie estivo.

«Siamo ancora in attesa che venga espletato il bando per il Primario di Ortopedia in vista del prossimo pensionamento del Dott. Salari. Intanto però a Pesaro, dove il pensionamento del Primario del reparto Ortopedia è previsto dopo rispetto a quello di Fabriano, il Concorso è già stato espletato. A Jesi invece il bando è stato espletato ormai da mesi con graduatoria già pubblicata, ma nemmeno lì il primario è stato ancora nominato», denuncia il primo cittadino di Fabriano.

«Nel frattempo, come avevo denunciato settimane fa, non siamo in grado di fare un piano ferie a causa della carenza di infermieri e quindi i reparti verranno accorpati. Un accorpamento sembra che riguarderà Ortopedia e Otorino. Sorge spontaneo un dubbio: se a fine estate il primario di Ortopedia non sarà stato ancora nominato, che fine farà il reparto? L’accorpamento temporaneo per le ferie estive, diverrà definitivo? Alcuni giorni fa ho scritto proprio a Marini e alla Storti per sollecitare l’espletamento di questo concorso, ma a oggi tutto tace».