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Fabriano

Punto Nascita di Fabriano: la Regione pronta a un’azione di moral suasion

La mozione presentata da Simona Lupini insieme a Marta Ruggeri, del Movimento 5 Stelle Marche, è stata votata dalla stragrande maggioranza dell’aula

L'Ospedale Engles Profili di Fabriano
L'Ospedale Engles Profili di Fabriano

FABRIANO – Riapertura Punto nascita all’interno dell’ospedale Engles Profili di Fabriano, la Regione Marche pronta per una riattivazione. Ad assicurarlo, la consigliera regionale in quota Lega, Chiara Biondi. L’argomento è stato portato, ieri, all’esame dell’Assemblea legislativa marchigiana da una mozione presentata da Simona Lupini insieme a Marta Ruggeri, del Movimento 5 Stelle Marche, votata dalla stragrande maggioranza dell’aula ad eccezione dei consiglieri regionali del Pd che si sono, invece, astenuti. «C’erano già le regole che consentivano deroghe del genere, c’è stato ad inizio 2020 anche un impegno del ministro Roberto Speranza per rivedere le scelte drastiche e sbagliate degli anni passati. Ora, con la scelta dell’Emilia Romagna di riaprire tre reparti Ostetricia dell’Appennino, c’è anche un precedente nazionale», commenta la consigliera pentastellata di Fabriano, Simona Lupini.

Simona Lupini
Simona Lupini

«La Regione pronta a sensibilizzare il Governo verso quello che la Costituzione, la volontà di rilancio dei territori montani, i dati oggettivi ed il buonsenso ritengono indispensabile: riattivare il punto nascita di Fabriano», gli ha fatto eco la consigliera della Lega Chiara Biondi durante la discussione della mozione. «La volontà di garantire la salute della donna e del bambino che ha determinato la scelta di chiudere i punti nascita al di sotto dei 500 parti all’anno non ha portato i risultati sperati, non foss’altro per gli spostamenti a cui sono obbligate le partorienti su tragitti tutt’altro che agevoli. Non c’è stato nemmeno un risparmio di risorse visto l’incremento esponenziale della mobilità passiva verso l’Umbria».

Del resto, i dati parlano chiaro: nel 2019 su 171 nuovi fabrianesi, ben 141 sono nati nell’ospedale umbro di Branca con un evidente aggravio di costi per la Regione. «Senza contare che non ha senso parlare di lotta allo spopolamento e rilancio delle aree montane quando, nei fatti, le si svuota di servizi sanitari e socio-assistenziali adeguati. Le norme vigenti ci consentirebbero già di lavorare alla riprogrammazione di un sistema di servizi equo, radicato nelle comunità locali e rispettoso delle esigenze della composizione del territorio ed è in questa direzione che vogliamo andare».

Chiara Biondi Lega

Secondo la Biondi, «terremoto, pandemia, crisi economica sono già fattori che possono segnare irrevocabilmente il destino dell’area montana: non ha senso alimentare il disagio e la sfiducia dei giovani che costituiscono la speranza di futuro del territorio. Il punto nascita dell’Ospedale di Fabriano non solo ottimizza le distanze rispetto ad un bacino di utenza di oltre 30 comuni, ma dispone già di una parte essenziale della filiera parto: una UOS di Ginecologia, una UOC di Anestesia e Rianimazione che vanta prestazioni di alto livello e una di Otorinolaringoiatria con specifico interesse per le patologie pediatriche. Il recente stanziamento di 12milioni di euro nel piano triennale delle opere pubbliche per l’ampliamento e la messa in sicurezza dell’ospedale fabrianese consentirà di potenziare la struttura con un nuovo blocco operatorio e di compiere il definitivo passo verso la ridefinizione della sanità in funzione del servizio ai cittadini che è alla base del programma della giunta di centrodestra», ha concluso.