Punto nascita Fabriano: il Comune ricorre al Tar

Sarà depositato oggi, 19 febbraio, il ricorso al Tribunale Amministrativo regionale delle Marche per chiedere la sospensiva rispetto alla chiusura dell'Unità operativa di Ostetricia del nosocomio cittadino. L’operatività del reparto si fermerà domani, 20 febbraio, ma la struttura rimarrà comunque intatta fino al pronunciamento dei giudici amministrativi

La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano
La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano

FABRIANO – Il comune di Fabriano deposita oggi, 19 febbraio, il ricorso al Tar Marche per chiedere la sospensiva rispetto alla chiusura del Punto nascita dell’ospedale Engles Profili. L’operatività del reparto di Ostetricia si fermerà domani, 20 febbraio, ma la struttura rimarrà comunque intatta fino al pronunciamento dei giudici amministrativi. E anche in attesa di poter incontrare il ministro della Salute, Giulia Grillo, come concordato con la Regione Marche.

«Se la Regione ha alzato bandiera bianca abbandonandosi alla bonaccia noi non possiamo invece arrenderci. Abbiamo raccolto tutti i documenti necessari per consentire all’avvocato incaricato di ricostruire l’intera vicenda e di dimostrare come sia impensabile e irresponsabile condannare le mamme del nostro intero territorio a viaggi della speranza nei quali ci si mette nelle mani del destino», la conferma del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, in merito al deposito del ricorso al Tar. I comuni dell’Ambito 10 daranno maggiore forza al ricorso del comune di Fabriano, depositando a loro volta un ricorso «ad adiuvandum».

Il primo cittadino di Fabriano, inoltre, ha inviato una lettera alla Regione Marche e allo stesso ministero della Salute «coinvolgendo i parlamentari del territorio, per prendere in considerazione e sfruttare quanto previsto dall’articolo 17/bis del D.L. 9/2/2017, n. 8, rubricato “Sospensione di termini in materia di Sanità”, che prevede che il Regolamento 2/4/2015, n. 70, “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” non si applica nei Comuni del cratere sismico, se interviene sui provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera il parere favorevole del Tavolo di Monitoraggio».

Non mancano alcune stoccate in direzione della Regione Marche, ma nulla di paragonabile rispetto ai toni polemici raggiunti nelle scorse settimane. «La Regione sostiene di aver fatto tutto il possibile per salvare il Punto nascita, ovviamente io rimango della mia idea e cioè che si poteva fare molto di più soprattutto in passato nella ricerca di pediatri, cosa che ci avrebbe posto in una condizione del tutto diversa nei confronti del Comitato Percorso Nascita. Dall’incontro di ieri non mi aspettavo colpi di scena, ma volevo capire di persona quale fosse il clima e provare a stimolare Presidente e funzionari su un paio di punti che a mio avviso potevano essere affrontati in modo più deciso. Uno su tutti: il parere del Comitato Lea che, nel valutare i livelli essenziali di assistenza del 2017, ha rilevato una inadempienza per il Punto nascita che invece andrebbe imputata all’annualità 2018. È un tecnicismo che è stato condiviso in parte dai componenti del tavolo e che avrebbe potuto, a mio avviso, offrire un motivo per impugnare il verbale e le conclusioni del Comitato. La paura espressa anche ieri dalla Regione rimane quella di vedersi ridotti i trasferimenti dello Stato per la sanità di una cifra che potrebbe andare dai 30 ai 60 milioni di euro. La notizia positiva, che dovremo sfruttare in tutti i modi, è che il tempo a disposizione per provare a percorrere altre strade non scade il 20 febbraio».

Pronto il sostegno da parte dell’Unione montana. «Abbiamo condiviso la necessità urgente di avere un confronto con il ministero della Salute per scongiurare la chiusura del Punto nascita», il commento del presidente dell’Unione montana dei sindaci dell’Ambito 10, nonché primo cittadino di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli.

«Abbiamo concordato come l’unità operativa di Ostetricia rimanga presente come struttura all’interno del presidio ospedaliero fabrianese, mentre l’operatività, come da crono-programma, cesserà domani, 20 febbraio. È, comunque, fondamentale non smantellare la struttura in attesa di questo fondamentale incontro. Dobbiamo, infatti, avere un segnale ufficiale da parte del ministero della Salute sulle reali tempistiche circa la modifica dei contenuti dell’accordo Stato-Regioni», prosegue Pesciarelli.

Confermata, infine, la strada del ricorso al Tar Marche. «Il ricorso non sarà possibile presentarlo a nome dell’Unione dei comuni, come pensavamo in precedenza. Lo deposita il comune di Fabriano e noi, sia come singoli Comuni che come Unione Montana, daremo maggiore forza a questo atto ad audiuvantum il ricorso dell’Ente fabrianese».