Punto nascita Fabriano: ridefinire gli standard per l’operatività dei reparti

Sei mesi di tempo per rivedere i contenuti dell’accordo Stato-Regioni. Questa la notizia emersa dall’incontro fra il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, l’assessore ai Servizi sociali, Simona Lupini, con il ministro della Salute, Giulia Grillo e alcuni funzionari e collaboratori del Ministero

La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano
La manifestazione in difesa del Punto nascita di Fabriano

FABRIANO – Sei mesi di tempo, al massimo, per rivedere i contenuti dell’accordo Stato-Regioni per quel che riguarda gli standard numerici dei Punti nascita. Questa la notizia emersa dall’incontro fra il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, l’assessore ai Servizi sociali, Simona Lupini, con il ministro della Salute, Giulia Grillo, alcuni funzionari e collaboratori del Ministero tra i quali il Direttore Generale della Programmazione Sanitaria Urbani. Un incontro che si è protratto per due ore, come riferito dal primo cittadino fabrianese.

«È stato un incontro durato due ore durante il quale abbiamo potuto descrivere dettagliatamente la situazione del nostro ospedale e rappresentare in linea generale la situazione della sanità regionale. Abbiamo cercato di far capire le esigenze particolari di un territorio montano che soffre di carenze infrastrutturali e delle necessità di salvaguardare una struttura dove operano primari stimati e professionalmente riconosciuti che stanno facendo aumentare considerevolmente l’attrattività dell’Ospedale con numeri, riferiti al 2017 e 2018, che parlano chiaro: + 2.857 prestazioni di Pronto Soccorso, + 234 per ricoveri ordinari UOC di Medicina Interna, + 498 di interventi di anestesia tutti con trend in aumento bprestazioni extraterritoriali che raggiungono per alcune prestazioni anche il 30%. Tutto questo però a fronte di una carenza cronica di personale e di un mancato riconoscimento del notevole sforzo collettivo del personale da parte della Regione», ha evidenziato il sindaco di Fabriano.

Ad oggi sono 38 gli infermieri mancanti e questo rende impossibile programmare il piano ferie che dovrà partire dal 1° giugno. Si prospetta la possibilità, che i primari escludono categoricamente, di accorpamenti di reparti che poi potrebbero rimanere definitivi al termine del periodo estivo.
«Abbiamo riscontrato e registrato la massima disponibilità ad approfondire il tutto e per capire come mai per l’Area Vasta 2 sia stato prospettato un taglio delle spese di personale di ben 4 milioni di euro».

Un capitolo particolare dell’incontro è stato dedicato al Punto Nascita, «per il quale ci è stato comunicato in anteprima che è stato da poco avviato il percorso che porterà alla revisione dei contenuti del DL e quindi alla definizione dei nuovi standard, soprattutto numerici, per l’operatività dei reparti. Il processo, che si avvale di un gruppo di professionisti ed esperti che sono chiamati ad analizzare dati provenienti da tutto il territorio nazionale, avrà una durata che ad oggi si stima in 4-6 mesi. Abbiamo apprezzato il fatto che ci sia la consapevolezza concreta di una situazione che va rivista sulla base dei dati concreti e non di mere statistiche», chiosa Santarelli. Dunque, una possibile speranza per il Punto nascita dell’ospedale Engles Profili di Fabriano, chiuso da alcuni mesi.

«Nei prossimi giorni continuerà lo scambio di informazioni che raccoglierò anche chiedendo un incontro con il nuovo Direttore di Area Vasta. Intanto nella giornata di ieri ho inviato al Direttore Marini e al Direttore Sanitario di Asur Marche Storti la sollecitazione per l’espletamento del concorso per la figura di primario del reparto ortopedia che attendiamo dopo l’annuncio fatto durante l’ultimo incontro in Regione. Altra sollecitazione riguarda la chiusura della procedura per la formazione della graduatoria per infermieri che è stata avviata ormai da tempo con oltre 1.000 adesioni e che è in attesa della valutazione dei titoli dei partecipanti», conclude il sindaco Santarelli.