Sassoferrato, professore ucciso a coltellate. Dimasi condannato anche in Cassazione

La suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa dell'imputato confermando quindi la condanna a 16 anni di carcere per l'omicidio di Alessandro Vitaletti

Corte di Appello delle Marche
Corte di Appello delle Marche

SASSOFERRATO – Sentenza definitiva per Sebastiano Dimasi, il muratore calabrese accusato del delitto del rivale in amore Alessandro Vitaletti, 48 anni, professore di lettere, ucciso con 24 coltellate il 28 gennaio 2017.

La suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa dell’imputato confermando quindi la condanna a 16 anni di carcere decisa in primo e secondo grado. L’uomo, accusato di omicidio è rinchiuso nel carcere di Montacuto dal giorno del delitto.

In primo grado il suo avvocato (era Enrico Carmenati) aveva contestato la premeditazione, sostenuta dalla procura ma poi caduta in sede di condanna, parlando piuttosto di eccesso colposo di legittima difesa e chiedendo l’applicazione delle attenuanti dovute allo stato di ira e quelle generiche perché incensurato (era stato giudicato in abbreviato). Nei due gradi di giudizio successivi l’imputato ha cambiato difensore (Giuseppe Di Renzo).

Il luogo dell’omicidio

Sempre negata da Dimasi la volontà di uccidere il professore che quel giorno avrebbe incontrato per caso alla pompa di benzina. Lì sarebbe nata una discussione tra i due finita con le coltellate. Per la difesa era stato Vitaletti ad aggredire per primo il muratore tirando fuori un coltello ma l’arma del delitto non è stata mai trovata. I familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Roberto Marini si erano costituiti parte civile e avevano chiesto un risarcimento danni di circa 900mila euro.

Carabiniere sulla scena del crimine