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Fabriano

Nervosismo in casa Pd

Intanto, il sindaco Gabriele Santarelli replica alle dichiarazioni del segretario cittadino Democrat, Michele Crocetti, sulla mancata risposta dell'assessore Regionale, Manuela Bora

Giovanni Balducci e Giancarlo Sagramola

FABRIANO – A due giorni dal primo consiglio comunale del nuovo corso pentastellato a Fabriano, 11 luglio ore 18, maretta in casa Pd. Scambio di dichiarazioni “velenose” fra il segretario della sezione cittadina, Michele Crocetti, e l’ex sindaco democrat, Giancarlo Sagramola.

Il primo colpo era stato assestato da Crocetti che, nel corso della riunione del Direttivo del partito per l’analisi del voto, aveva evidenziato come il Pd avesse pagato lì dove aveva governato. Un riferimento, velato, anche nei confronti di Sagramola e della sua Amministrazione comunale non amata da una larga parte della città. A testimonianza di ciò, il fatto che – pur avendone a termini di Legge la possibilità – l’uscente primo cittadino non è stato minimamente preso in considerazione per un secondo mandato.
Fedele al suo carattere spigoloso che larga parte della città ha potuto sperimentare negli ultimi lunghi cinque anni, ecco la replica di Sagramola. «Ho aspettato alcuni giorni a rispondere alle dichiarazioni del segretario del Pd Crocetti che ha scaricato le responsabilità della sconfitta elettorale su altri, non è questo il modo per ripartire. Se doveva dare colpe doveva farlo durante la riunione, forse è giovane e non ricorda il proverbio: “Chi parla in faccia non è traditore”. Ribadisco su tutto la mia fiducia in Giovanni Balducci, ripartiamo dal gruppo consiliare per affrontare il tempo dell’opposizione», la bacchettata di Sagramola.

A stretto giro di posta, la contro-replica del segretario Democrat. «Mai scaricato nessuna responsabilità, ma ho presentato un’analisi di quanto accaduto. Ora è inutile portare avanti discussioni interne di dubbia utilità, per quanto mi riguarda è il momento di occuparsi dei temi importanti per la città. Mi auguro di poterlo fare con il contributo di tutti, vis à vis».

In questa diatriba interna, si inserisce il neo eletto primo cittadino pentastellato, Gabriele Santarelli, che replica a un’altra dichiarazione di Crocetti. Quest’ultimo aveva definito il M5S una comunità chiusa.

«Singolare come affermazione visto che è unanime il parere secondo il quale il nostro successo si deve soprattutto al fatto che siamo stati in grado di dialogare con le realtà del territorio andando incontro a comitati, associazioni e singoli cittadini», incalza Santarelli. «Ancora più singolare se si considera che sto ancora aspettando la risposta da parte dell’Assessore regionale Manuela Bora circa la richiesta che abbiamo avanzato il 14 febbraio, mediante protocollo in Regione, e ribadita con consegna a mano di persona a Fabriano il 3 aprile. La proposta è molto semplice: organizzare a Fabriano una seduta straordinaria e pubblica della commissione lavoro per illustrare alla cittadinanza quali politiche la regione vuole attuare per intervenire su un territorio che più di altri sta subendo gli effetti della crisi. Sarebbe un’occasione per consentire ai cittadini, ai sindacati, alle associazioni di categoria, agli imprenditori e ai consiglieri comunali, di porre domande e avanzare proposte. Si potrebbe produrre un documento unitario da sottoporre al Governo. La mancata risposta non è un dispetto che viene fatto a noi del M5S Fabriano, ma un’assenza assoluta di rispetto e considerazione verso un intero territorio in sofferenza. Chissà – conclude il Sindaco di Fabriano – se ora si degneranno a rispondere visto che ad avanzare la richiesta non è un semplice consigliere comunale, ma un intera Giunta. Direi che quelli chiusi non siamo noi».