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Fabriano

Partite le ferie per le aziende del fabrianese fra timori e incertezze

Tre le settimane di pausa, anche se alcuni reparti potrebbero riprendere la produzione di particolari prima per garantire il pieno lavoro sulle catene di montaggio alla riapertura del 28 agosto. Le incognite non mancano per il futuro di tanti operai

Una veduta di Fabriano
Una veduta di Fabriano

FABRIANO – Sono scattate ufficialmente venerdì 4 agosto le ferie estive nelle grandi aziende di Fabriano. In linea generale sono circa tre le settimane di pausa. Anche se alcuni reparti potrebbero riprendere la produzione di particolari prima per garantire il pieno lavoro sulle catene di montaggio alla riapertura del 28 agosto. Le incognite non mancano per il futuro di tanti operai.

A destare maggiore preoccupazione è la situazione in Tecnowind. Il 12 settembre prossimo si svolgerà un nuovo incontro al Mise per cercare di capire se ci sono offerte industriali in grado di garantire un futuro all’azienda fabrianese che produce cappe aspiranti. Al momento, si naviga a vista. E quasi 300 operai continuano a rimanere con il fiato sospeso.

Altra spina industriale nel fabrianese è rappresentata dalla situazione della JP Industries. Si rimane in attesa di un prossimo incontro al Mise per la vertenza relativa alla newco dell’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli che ha acquistato il comparto bianco della ex Antonio Merloni, riassumendo 700 operai ex Ardo, equamente distribuiti fra Marche ed Umbria. La notizia è che la cassa integrazione è stata prorogata fino a tutto il 2018. Ma, per il resto, si resta in una sorta di limbo. Si lavora pochissimo e si attende che la situazione con il pool di banche si risolva. L’imprenditore lamenta di non poter attuare il piano industriale per mancanza di liquidità. Il tempo scorre e, se non ci fossero gli ammortizzatori sociali, si assisterebbe a una nuova ecatombe occupazionale.

Ci sono, però, anche situazioni che sembrano volgere al sereno. È sicuramente il caso della Best acquistata dalla multinazionale svedese, Electrolux. Si attende il piano industriale una volta che l’operazione avrà avuto il via libera delle varie Autority. I sindacati sono ottimismi.

Per quel che riguarda la Whirlpool, dal punto di vista dei colletti bianchi, l’ultimo faccia a faccia con i sindacati sembra aver portato i chiarimenti sperati. Si valuterà anche la possibilità che scendano i numeri degli esuberi in vista della fine del 2018. Per quel che riguarda le tute blu di Melano, il Piano varato dalla multinazionale americana continua ad andare avanti a pieno ritmo: si produce e si forma il personale proveniente da Albacina. Proprio quest’ultimo sito industriale potrebbe essere oggetto di vendita al Gruppo Marella con un balzo dell’occupazione, a regime, di oltre cento unità.

Incontri, per i prossimi mesi autunnali, infine, sono attesi in Elica per sottoscrivere un nuovo accordo sindacale che possa gestire nel migliore dei modi possibili i risvolti produttivi e occupazionali.
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