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Fabriano

“Operazione De cuius”: confiscati soldi e terreno nel Fabrianese a eredi di un soggetto socialmente pericoloso

Ad effettuarla la Guardia di Finanza di Ancona. Applicata per la prima volta nelle Marche la normativa che permette di avanzare proposte di sequestro (e successiva confisca) di beni nella disponibilità degli eredi

Guardia di Finanza Ancona

FABRIANO – Confisca dei beni per un valore complessivo di circa 250mila euro di proprietà degli eredi di un soggetto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. Ad effettuarlo, nell’ambito dell’operazione denominata “De cuius” i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona che hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione a carattere patrimoniale disposta dal Tribunale di Ancona – Ufficio Misure di prevenzione ai sensi del D. Lgs. n. 159/2011 (Testo Unico Antimafia). Nello specifico, sono stati posti sotto confisca, denaro contante per oltre 120mila euro e un terreno edificabile di 1.100 mq, ubicato nel fabrianese, di proprietà degli eredi di un cittadino italiano, nel frattempo defunto, che tra il 2005 ed il 2011 aveva commesso una serie di gravi reati quali l’usura, il riciclaggio e la bancarotta fraudolenta, attraverso cui era riuscito ad accumulare elevate fonti di ricchezza.

Il fatto

Operazione De cuius della Guardia di Finanza di Ancona

Le complesse indagini svolte dalle Fiamme Gialle doriche, condotte anche attraverso l’incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati in uso ai finanzieri, hanno consentito di ricostruire, da un lato, la pericolosità sociale del proposto e, dall’altro, di accertare la completa difformità tra redditi dichiarati, tenore di vita e patrimonio acquisito in virtù dei considerevoli profitti illeciti derivanti dalla commissione dei citati reati. La misura di prevenzione disposta dal Tribunale, che fa seguito ad un sequestro operato in precedenza, è stata eseguita dagli specialisti del G.I.C.O. di Ancona, che rappresenta il risultato dell’impegno della Guardia di Finanza finalizzato all’aggressione, attraverso lo strumento delle misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia, dei patrimoni illecitamente accumulati da “soggetti socialmente pericolosi”, i quali vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

Va infine evidenziato che, grazie a questa operazione, ha trovato concreta applicazione per la prima volta nelle Marche, la normativa che permette di avanzare proposte di sequestro (e successiva confisca) di beni nella disponibilità degli eredi, purché le stesse vengano inoltrate nel termine ultimativo di cinque anni dalla data del decesso del soggetto ritenuto “socialmente pericoloso”.