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Fabriano

Metà mandato della maggioranza, Fabriano Progressista boccia la Giunta

Mancanza di dialogo e sostanziale immobilismo, le motivazioni dell’esponente politico di opposizione, Andrea Giombi che punta il dito contro l'Amministrazione pentastellata ed esprime un parere «negativo” sui temi della sanità e del lavoro

Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista
Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista

FABRIANO – Bocciatura senz’appello della prima parte del mandato dell’Amministrazione comunale di Fabriano da parte del capogruppo di Fabriano Progressista, Andrea Giombi. Mancanza di dialogo e sostanziale immobilismo, le motivazioni dell’esponente politico di opposizione.

Siamo arrivati al giro di boa della legislatura. Come giudica questa Amministrazione? Salva qualcosa dei loro provvedimenti?
«Purtroppo il mio giudizio è altamente negativo. Poco è stato fatto per i due temi centrali per la vita a Fabriano: sanità e lavoro. In merito alla sanità, infatti, il Comune avrebbe dovuto agire con più forza nel richiedere l’istituzione delle Aree Vaste Montane e non ridursi all’ultimo nel richiedere, oltretutto senza ancora la dovuta convinzione, la formulazione delle stesse nel Piano Sanitario Regionale. Per quanto concerne il punto nascite, la chiusura avvenuta nel 2019 poteva forse essere evitata anche cercando di seguire l’azione politica della passata Giunta, ossia mediante l’Afoi che permetteva ai medici, e non ai pazienti, di girare all’interno dell’Area Vasta. Per il lavoro poco e nulla è stato fatto per l’Area Industriale di crisi complessa. Il Sindaco spesso afferma che sono materie di non sua competenza. A ogni modo, la politica è l’arte dell’impossibile e con determinazione e con la giusta pressione politica si potrebbero ottenere risultati. Purtroppo, invece, questa Giunta ci conduce a un isolamento istituzionale. Dei loro provvedimenti salvo la creazione del coworking, ma anche questo ufficio sembra non essere stato ideato con cognizione di causa, basti pensare che è stato inaugurato per ben due volte».

Cosa dovrebbe fare la politica nella seconda metà di mandato, mi dica tre provvedimenti necessari e che si augura possa esserci ampia convergenza?
«Ottenere una modifica del nuovo Piano sanitario regionale per l’inserimento delle Aree Vaste Montane. Richiedere con convinzione il collocamento del fabrianese quale Area Industriale di crisi complessa. Ideare a stretto giro di tempo un fondo per tutelare le piccole attività commerciali, come richiesto in una nostra mozione che verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale.

Che voto darebbe alla maggioranza e all’opposizione?
«Alla maggioranza do voto 2. È la maggioranza dei no: no al festival della Carta e della Filigrana, no al gemellaggio con Perugia, no al riconoscimento Dop al Salame di Fabriano. Indifferenza nei problemi seri. Mi auguro almeno che i grillini riescano ad aprire i giardini del Poio e rendere sicure le strisce pedonali, ed anche che possano cambiare idea sui no poc’anzi detti. Da una semplice rivoluzione, paventata durante la campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle, i grillini ci stanno conducendo a una semplice involuzione della città.

All’opposizione do voto 7. Siamo di diversi partiti e dunque la coesione non è facile. A ogni modo, insieme al collega del Pd, Giovanni Balducci, cerchiamo di evidenziare i temi seri per la città, e a denunciare sperpero di denaro pubblico come accaduto per l’evento Remake edizione 2019, che come ricordato dal collega Balducci è costato 211.968 euro».