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Fabriano

Meeting filo-islamico a Fabriano, dopo tre giorni il Sindaco fa chiarezza

Gabriele Santarelli, dopo difese d’ufficio in nome della tolleranza e del sano confronto, anche per rispondere agli attacchi che gli sono piovuti addosso su Facebook, con interventi diretti del primo cittadino, ha ufficializzato solo oggi, 17 gennaio, che gli organizzatori non avevano mai fatto richiesta di patrocinio

Gabriele Santarelli con la fascia tricolore
Gabriele Santarelli

FABRIANO – Rinviato a data da destinarsi il meeting filo islamico in calendario a Fabriano il prossimo 4 febbraio. Il sindaco, Gabriele Santarelli – dopo difese d’ufficio in nome della tolleranza e del sano confronto, anche per rispondere agli attacchi che gli sono piovuti addosso su Facebook, con interventi diretti del primo cittadino – ha ufficializzato solo oggi, 17 gennaio, che gli organizzatori non avevano mai fatto richiesta di patrocinio. Non si escludono possibili azioni di tutela del Comune di Fabriano nei confronti degli organizzatori della manifestazione.

Prima la ricostruzione proposta dal sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli. «A inizio settimana ho chiesto agli uffici di verificare se l’Amministrazione avesse mai discusso la concessione del Patrocinio del comune, e quindi concesso l’uso dello stemma, per l’iniziativa “Il dialogo e la conoscenza tra le civiltà” che si doveva tenere il giorno 4 febbraio e che, da programma inviatomi con un messaggio via mail in data 11 gennaio sull’indirizzo di posta elettronica privato e letto solo nel fine settimana, prevedeva anche la mia partecipazione. Martedì gli uffici, confermando quanto ricordavo, mi hanno comunicato che non risulta che l’amministrazione e quindi la Giunta abbia mai concesso il patrocinio per questa iniziativa della quale eravamo stati informati solo informalmente e per via verbale a inizio mese. Ci era stata comunicata la volontà di organizzare un evento per favorire l’integrazione e il dialogo tra le diverse comunità presenti in città coinvolgendo diversi Ambasciatori di paesi stranieri». Dunque, il tutto a insaputa del Comune e fiumi di post, di fatto, sia di difesa che di attacco, sprecati.

Il sindaco di Fabriano continua, poi, nel dichiararsi non informato sui fatti. «La concessione del patrocinio e l’uso dello stemma del Comune devono essere autorizzati seguendo un iter preciso che prevede la valutazione di tutti gli aspetti che riguardano l’evento per il quale viene avanzata la richiesta.  L’evento, che poi gli organizzatori hanno rimandato a data da destinarsi, prevedeva effettivamente la partecipazione dell’Ambasciatore Algerino e di quello Palestinese che avrebbero dato particolare prestigio all’iniziativa, ma non aveva ricevuto l’autorizzazione all’uso dello stemma del comune e il sottoscritto ha appreso di essere stato previsto in scaletta solo all’atto della divulgazione del manifesto».

Nessun dietrofront sulla sostanza e la bontà dell’iniziativa, dunque con probabile patrocinio se e quando sarà nuovamente organizzato il meeting, ma sul rispetto delle regole non si deroga. Anche se, in coda il sindaco di Fabriano ne approfitta per attaccare i detrattori che, probabilmente, dovrebbe invece ringraziare questa volta. Infatti, se non si fosse alzato tutto questo polverone, non sarebbero stati effettuati i necessari controlli e Gabriele Santarelli si sarebbe ritrovato – a sua insaputa, come affermato nel comunicato stampa, a più riprese – a dover intervenire il 4 febbraio prossimo al meeting nazionale. «Per l’ennesima volta sono state sprecate tante parole e ancora una volta tante persone si sono qualificate da sole per quello che sono. Il clima da campagna elettorale non giustifica la strumentalizzazione di argomenti delicati né atteggiamenti irresponsabili che mettono ancora di più a rischio la tenuta sociale di un territorio già messa a dura prova dalla crisi economica.  Ogni volta credono di aver trovato il modo per ledere la nostra azione politica e invece – conclude Santarelli – collezionano continuamente figure meschine rafforzando la nostra convinzione di essere sulla strada giusta».