Whirlpool, il ministro Di Maio pronto a revocare gli incentivi

Questa la ferma intenzione del ministro dello Sviluppo economico a seguito della decisione della multinazionale americana di chiudere lo stabilimento di Napoli, situazione che potrebbe avere conseguenze anche su Fabriano. Ecco la risposta del Gruppo statunitense del bianco

Il ministro Luigi Di Maio durante incontro con Whirlpool e sindacati

FABRIANO – Revoca degli incentivi alla Whirlpool per 15 milioni di euro. Questa la ferma intenzione del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a seguito della decisione della multinazionale americana di chiudere lo stabilimento di Napoli, dove lavorano 420 operai e si producono lavatrici piattaforma Omnia. Ad annunciarlo, i parlamentari del M5S di Fabriano, Patrizia Terzoni e Sergio Romagnoli. Una decisione che se attuata potrebbe avere riflessi anche su Fabriano, sia per Melano che per la sede centrale impiegatizia. Pronta replica della multinazionale americana.

Si alzano i toni per la vertenza Whirlpool. «Sono mesi che monitoriamo con estrema attenzione il comportamento dell’azienda Whirlpool rispetto agli accordi presi con il Mise. Oggi, in virtù di un mancato rispetto dei patti, con l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Napoli, il Ministro Di Maio revocherà gli incentivi pari a 15 milioni di euro», scrivono in una nota i parlamentari pentastellati.

«Dialoghiamo costantemente con i dipendenti del nostro territorio, ed abbiamo notizie di “anomalie” da parte dell’azienda americana da un po’. Lo abbiamo segnalato subito al Ministero, ed abbiamo continuato a controllare e verificare. Con la chiusura dello stabilimento di Napoli, abbiamo la goccia che fa traboccare il vaso: non c’è più tempo per le parole, servono i fatti. Da parte delle aziende che hanno firmato degli accordi con noi, che hanno ricevuto fino ad oggi milioni di euro di incentivi, e che non possono prendere i soldi prima e poi chiudere a loro piacimento. Ancora di più da parte nostra, come Governo: chi non rispetta la parola data, e suggellata da firme con i Ministero, va immediatamente sanzionato».

Domani, 12 giugno alle 17, è in calendario un incontro al Mise, alla presenza di Di Maio, i vertici della Whirlpool, le parti sociali. Nelle intenzioni del Vicepremier, la multinazionale americana dovrà presentarsi con un piano alternativo per Napoli e la certezza che l’accordo sottoscritto il 25 ottobre 2018, venga rispettato in tutta la sua interezza.

«Attendiamo l’incontro tra il Ministro e l’azienda, e ci aspettiamo un cambiamento di atteggiamento da parte di Whirpool coerente con quanto firmato mesi fa. Quello che sta accadendo per lo stabilimento di Napoli può accadere in altri stabilimenti e sedi.  Non ci sono scuse né tempi di attesa: i dipendenti hanno bisogno di risposte subito», concludono Terzoni e Romagnoli.

Pronta la replica della Whirlpool che ribadisce la centralità dell’Italia nei programmi della multinazionale americana. «Con rammarico prendiamo atto della dichiarazione rilasciata questa mattina dal ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, di voler revocare gli incentivi concessi e di bloccare il pagamento su quelli richiesti, pur non avendo l’azienda mai proceduto ad alcuna disdetta dell’accordo siglato.

In linea con il Piano Industriale firmato lo scorso ottobre, l’azienda non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli, ma è impegnata a trovare una soluzione che garantisca la continuità industriale e i massimi livelli occupazionali del sito. Whirlpool Emea riconferma la centralità dell’Italia e la volontà di continuare a lavorare con tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione condivisa. Nel corso dell’incontro al Ministero previsto per domani, 12 giugno, ci auspichiamo di poter iniziare il percorso con le istituzioni presenti e le organizzazioni sindacali volto a risolvere la vertenza».