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Genga, il covid fa saltare il tradizionale Presepe Vivente

Rischio assembramenti altissimo, considerate le lunghe code che tutti gli anni si formano per poter ammirare la Natività più grande al mondo per estensione

Il Presepe vivente di Genga (Foto di repertorio)

GENGA – Annullata la 37esima edizione della rappresentazione del Presepe vivente di Genga a causa dell’epidemia da Coronavirus. Rischio assembramenti altissimo, considerate le lunghe code che tradizionalmente si formano, per poter ammirare il Presepe vivente più grande al mondo per estensione, ben 30mila metri quadri, che si snoda lungo il costone roccioso che conduce fino al Santuario di Valadier.

Sono circa 300 i figuranti che vengono impegnati per la rappresentazione della Natività che, dal 1981, anno della sua nascita, enfatizza la magia delle feste del Natale. Soldati romani, pastori, artigiani, popolo, lungo il sentiero nel bosco, luci e suoni rendono davvero suggestivo l’ambiente, fino a entrare nella gola dove si può godere di uno spaccato della vita quotidiana in Palestina ai tempi della Natività. La fine del percorso si trova nella grotta che custodisce il prezioso Tempio del Valadier, mentre il suono delle cornamuse accompagna i visitatori lungo il tratto finale della salita.

Come sempre, tolte le spese vive, il ricavato dei biglietti è sempre stato devoluto in beneficenza. Sono oltre 400mila le persone che in questi anni sono accorse a Genga. Quest’anno, le rappresentazioni sarebbero state in programma, come tradizione, per il 26 e 29 dicembre, dalle 14:30 alle 18:30.

«Purtroppo ci rammarica comunicarvi che – vista l’attuale situazione sanitaria – quest’anno il presepe non ci sarà. Realizzare un corretto distanziamento sociale in un contesto e location così particolari è impossibile. Non ce la sentiamo quindi di rischiare la salute di chi ci visita. Un abbraccio virtuale a tutti voi, nella speranza di poterci tornare presto ad abbracciare davvero e senza preoccupazioni», confermano dal comitato “Amici del Presepe” che si occupa dell’organizzazione di questo vero e proprio evento che riesce a calamitare sempre grande attenzione e partecipazione. «Abbiamo fatto il possibile, ma tutto è slittato, dalle feste di autunno al Presepe vivente di Genga», gli fa eco il presidente della Pro Loco di Genga, Mario Bonetti.

Dunque, la pandemia da Coronavirus e le relative misure per contrastarne la diffusione, mettono k.o. anche il Presepe vivente di Genga ed è molto probabile che anche le altre rappresentazioni della Natività che si svolgono, tradizionalmente, nel comprensorio fabrianese, possano essere annullate. Ma si è ancora in attesa di conferma ufficiale.

Già lo scorso anno, comunque, si erano registrate le prime difficoltà per il Presepe vivente di Genga e non per la pandemia da Covid-19 che ancora doveva scoppiare, in tutta la sua virulenza, in Italia. Bensì per le nuove norme in materia di sicurezza che hanno comportato un contingentamento delle presenze. Infatti, l’ingresso è stato limitato a ottocento persone, compresi i trecento figuranti, in contemporanea nel perimetro della rappresentazione lungo un chilometro e mezzo e largo tre. Questo ha comportato il formarsi di lunghe code, durante la prima rappresentazione, con annesse forti polemiche. Che hanno portato gli organizzatori ad annullare la seconda rappresentazione.

«Pandemia a parte – conferma Rosanna Filipponi del comitato Amici del Presepe – ci preoccupano molto anche le norme sulla sicurezza. Stiamo studiando un possibile progetto per cercare di adeguarci, ovviamente, ma anche evitare che si creino molte code. Purtroppo, per via del Coronavirus, avremo un anno di tempo per cercare di risolvere anche questa problematica».

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