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Fabriano

Genga: in frantumi tazze e piccoli busti di Mussolini, parapiglia al mercato nei pressi delle Grotte di Frasassi

Due tazze di terracotta con la scritta Dux e altrettanti piccoli mezzi busti di Mussolini scaraventati a terra hanno innescato momenti di tensione nei pressi di una bancarella del mercatino La Cuna di Frasassi. Indagano le forze dell’ordine su quanto accaduto

Genga
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GENGA – Apologia del fascismo o normali gadget e reazione esagerata? Il dibattito si può aprire in merito a quanto accaduto, nei giorni scorsi, a Genga. Due tazze di terracotta con la scritta Dux e altrettanti piccoli mezzi busti di Mussolini scaraventati a terra hanno innescato momenti di tensione nei pressi di una bancarella del mercatino La Cuna di Frasassi. Indagano le forze dell’ordine su quanto accaduto.

Nessuna conseguenza fisica per le persone coinvolte nella vicenda, ma certamente non si è trattato di un edificante episodio. Tanto da costringere a intervenire sia i vigilantes presenti nei pressi delle Grotte di Frasassi a Genga che i rappresentanti delle forze dell’ordine quando ormai, fortunatamente, la situazione si era tranquillizzata.

A rendere pubblico quanto accaduto, una rivista operante nel Centro Italia che ha raccontato l’episodio, secondo il proprio punto di vista. Nel pomeriggio di domenica scorsa al mercatino attiguo alla biglietteria delle Grotte di Frasassi un redattore del periodico sarebbe stato maltrattato dopo aver chiesto spiegazione sul perché della presenza di oggetti, quali tazze con su scritto Dux e piccoli mezzi busti di Mussolini. Secondo questa visione del racconto, non gli sarebbero state fornite spiegazioni, ma avrebbe subìto un’aggressione.

Diametralmente opposto il racconto del gestore del banchetto, un commerciante fabrianese che avrebbe raccontato alle forze dell’ordine di aver sempre mantenuto la calma, nonostante il tono del redattore. Il quale, secondo il commerciante, gli avrebbe intimato – insieme a un’altra persona – di ritirare le tazze e i busti di Mussolini sostenendo che fosse vietato dalla legge. Al suo rifiuto, uno dei due avrebbe reagito mandando in frantumi i quattro oggetti. Dopo essersi frapposto fra i due uomini e la merce in vendita, sarebbe stato il commerciante stesso a telefonare alle forze dell’ordine per chiedere il loro intervento. A quest’ultimi avrebbe evidenziato che non vi era alcuna apologia del fascismo, visto che nella sua bancarella erano presenti anche oggetti di Che Guevara, oltre a magliette e gadget di diverse squadre di calcio, fossili, calamite, giocattoli e souvenir di ogni genere in particolare legati a Frasassi.

Al momento, dopo che la calma è stata riportata a Genga, non si hanno ancora notizie di eventuali denunce da nessuna delle due parti.