Fondo Salva Imprese: via libera al regolamento

In autunno, forse già a settembre, le aziende subappaltatrici di Astaldi, contraente generale del progetto Quadrilatero, potrebbero ricevere il pagamento fino al 70% degli importi fatturati e non pagati nei mesi scorsi

Patrizia Terzoni
Patrizia Terzoni, deputato M5s

FABRIANO – Approvato il regolamento per il Fondo Salva Imprese. In autunno, forse già a settembre, le aziende subappaltatrici di Astaldi, contraente generale del progetto Quadrilatero, potrebbero ricevere il pagamento fino al 70% degli importi fatturati. Un sospiro di sollievo per le circa 40 azienda, fra Marche e Umbria, che stanno rischiando il fallimento proprio per non essere state pagate per i lavori effettuati per il cantiere del maxi-lotto n. 2 Fabriano-Serra San Quirico, prima che la Astaldi facesse domanda di concordato in bianco in continuità. Un credito stimato fra i 40 e i 60 milioni di euro, complessivo. La soddisfazione della parlamentare pentastellata di Fabriano, Patrizia Terzoni, che plaude al lavoro dei suoi.

«Esprimo la mia soddisfazione per l’approvazione avvenuta nei giorni scorsi del regolamento attuativo della norma approvata con il decreto Crescita che istituisce il Fondo Salva Imprese. Avevo annunciato che il ministero delle Infrastrutture retto dal nostro ministro Danilo Toninelli non avrebbe perso tempo e con un lavoro costante all’interno dei ministeri e della Presidenza del Consiglio il risultato è puntualmente arrivato. Ora il regolamento è in attesa del parere obbligatorio da parte del Consiglio di Stato che si dovrà riunire entro fine mese», evidenzia la vicepresidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

«Ma ancora più significative sono le modifiche apportate al Consiglio dei Ministri della scorsa serata che specificano, senza ombra di dubbio, che le aziende con Durc non regolare – proprio a causa dei mancati pagamenti – possano accedere al Fondo e tale accesso è consentito anche ai subfornitori delle aziende affidatarie. Inoltre per consentire di arrivare velocemente al pagamento del 70% delle fatture non pagate alle aziende sotto General Contractor è stata inserita una ulteriore modifica. Si apre così la strada ai pagamenti entro l’autunno alle aziende che faranno richiesta per accedere al fondo, che ha già 12 milioni di euro stanziati sul 2019 e 33 milioni sul 2020».

Il Fondo Salva Imprese, su spinta decisiva delle aziende creditrici, è stato ideato proprio a seguito delle questioni emerse con la problematica dei subappaltatori di Astaldi. Questa criticità, oltre a portare sull’orlo del fallimento aziende sane, stava diventando un ostacolo alla ripresa dei lavori per completare il progetto stradale. «È stato fondamentale a quel punto istituire un tavolo di confronto tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mit, Mise e aziende da cui sono emerse delle proposte che poi sono state trasformate in legge con un lavoro caparbio che ha dovuto superare le resistenze di burocrati e anche di qualche forza politica che si era messa inspiegabilmente di traverso», la stoccata in direzione Lega scagliata dalla parlamentare di Fabriano.

Il Fondo parte con risorse proprie del ministero delle infrastrutture, 45 milioni di euro, ma sarà poi finanziato costantemente con il versamento di una quota parte dei ribassi degli appalti pubblici dello Stato. Infatti la norma prevede l’accantonamento di una piccolissima quota, lo 0,5%, del ribasso negli appalti pubblici – oltre i 200.000 euro per i lavori e i 100.000 per i servizi – che andrà a costituire un fondo destinato a entrare in gioco in caso di crisi dell’azienda capofila di un appalto pubblico con conseguenze sui subappaltatori che nel frattempo abbiano realizzato in concreto i lavori.

«Alla fine la nostra caparbietà ha pagato e stiamo venendo concretamente incontro alle legittime aspettative di chi ha lavorato indirettamente per lo Stato realizzando la propria parte di opera pubblica. Sono contenta perché ho strenuamente lavorato per arrivare a un risultato che da un lato risolve una crisi specifica che riguardava il mio territorio, ma che dall’altro permette da ora in avanti di far lavorare in tranquillità in tutta Italia le aziende subappaltatrici impegnate in opere dello Stato che non devono temere il fallimento della capofila», conclude la Terzoni.