Fondo Salva Imprese: botta e risposta Lega-M5S

Paolo Arrigoni e Patrizia Terzoni sono impegnati da tempo a comunicare velocemente intestando alla rispettiva parte politica il merito di ciascun provvedimento governativo. Scintille fra alleati

Il senatore della Lega Paolo Arrigoni
Il senatore della Lega Paolo Arrigoni

FABRIANO – Le fibrillazioni fra i due soci del Governo arrivano in periferia. Botta e risposta fra i rappresentanti delle Marche della Lega e del Movimento 5 Stelle, rispettivamente Paolo Arrigoni e Patrizia Terzoni. Quest’ultima, ieri, aveva annunciato l’approvazione del regolamento del Fondo Salva Imprese – destinato a dare sollievo alle aziende creditrici di Astaldi, contraente generale del progetto Quadrilatero – mettendo in risalto esclusivamente l’opera della propria parte politica e non lesinando una frecciata nei confronti di «forze politiche che si sono messe inspiegabilmente di traverso». Una battuta che il Questore a Palazzo Madama e Responsabile della Lega Marche, Arrigoni, non ha gradito, replicando prontamente.

«Capisco l’imbarazzo di questi giorni in cui il M5S sta prendendo le distanze dal Governo anche su opere fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese, ma ricordo alla collega di Fabriano, Terzoni, che attualmente al Governo ci sono due forze politiche e che quando si ottengono importanti risultati come il Fondo Salva Imprese bisognerebbe riconoscere il contributo di entrambe, a maggior ragione visto che la Lega ha da sempre la cultura dell’impresa e l’ha dimostrato nei vari incontri, tra cui uno tenuto direttamente dal vicepremier Matteo Salvini, con le aziende creditrici di Astaldi».

Dopo aver puntato sul gioco di squadra, evidenziandone la valenza, Arrigoni scocca un dardo infuocato nei confronti dei soci di Governo a livello nazionale. «Purtroppo l’emendamento inizialmente proposto nel Decreto Sblocca Cantieri, arrivato direttamente dal ministero delle Infrastrutture guidato da Danilo Toninelli, non era sostenibile, faceva acqua da tutte le parti ed è stato necessario ripresentarlo opportunamente modificato nel Decreto Crescita. L’importante comunque è aver raggiunto il risultato: aver dato una boccata di ossigeno alle aziende subappaltatrici di tutta Italia ed in particolare alle 40 coinvolte nel progetto Quadrilatero, che diversamente avrebbero rischiato di chiudere», conclude Arrigoni.

Dunque, le fibrillazioni fra Lega e Movimento 5 Stelle sembrano spostarsi da Roma e arrivare anche in periferia. Del resto, sono mesi ormai che per ogni provvedimento varato dal Governo gialloverde, i parlamentari delle Marche di entrambi gli schieramenti si affrettano a rilasciare comunicati stampa intestandosi unicamente il merito. Un modo di fare che è sempre esistito e, quindi, stride terribilmente con il motto “Governo del cambiamento”, frettolosamente dimenticato per abbracciare le vecchie logiche politiche.