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Fabriano

Fabriano: Vertenza Indelfab (ex JP): il Pd si muove a livello nazionale e regionale

Entro la prima metà di settembre convocazione del tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo. L’assessore regionale alle Attività produttive, Bora: «I fondi ci sono per rilanciare l’impresa. Ma occorre una classe imprenditoriale all’altezza»

Manuela Bora
Manuela Bora

FABRIANO – Vertenza Indelfab di Fabriano, ex JP Industries, entro la prima metà settembre convocazione del tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico. Ad assicurarlo è la sottosegretaria al Mise, Alessia Morani, in accordo con la sottosegretaria Alessandra Todde, per tentare di evitare il licenziamento di 583 dipendenti, circa 300 solo a Fabriano, entro la metà di dicembre.

«Apprendiamo con sconcerto dell’apertura della procedura di mobilità. Lo stupore è tanto più grande per il fatto che abbiamo fatto numerosi incontri con la proprietà e le parti sociali per trovare insieme una soluzione. Siamo rimasti costantemente in contatto con la JP industries che non più tardi della prima settimana di agosto ci aveva assicurato la volontà di presentare una nuova istanza di concordato al tribunale di Ancona», dichiara la parlamentare del Partito Democratico.

Alessia Morani

Il ministero dello Sviluppo Economico si è dotato nel frattempo di nuovi strumenti di soluzioni delle crisi, oltre a quelli già previsti dalla legge 181/89, attraverso il fondo per le crisi d’impresa istituito con il decreto rilancio dove si prevedono interventi nel capitale sociale delle imprese con più di 250 dipendenti e contributi a fondo perduto finalizzati alla tutela dei livelli occupazionali. «Questi strumenti – prosegue Morani – possono essere messi a disposizione anche per affrontare la crisi della JP industries che si trascina ormai da quasi dodici anni. Aspettavamo un piano industriale che non è mai arrivato e per questo riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori a dovere pagare per questa inerzia. Ho contattato personalmente – conclude Morani – i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil e mi sono resa immediatamente disponibile ad incontrare le Rsu di Marche e Umbria già a partire da lunedì 24 agosto». Giorno in cui si svolgerà l’assemblea dei lavoratori a Fabriano con i rappresentanti dei sindacati di categoria, Fim-Fiom-Uilm.

Punta il dito sulla mancanza di una classe imprenditoriale all’altezza, l’assessore regionale alle Attività produttive, Manuela Bora. «I fondi regionali e nazionali ci sono per rilanciare l’impresa. Ma, per realizzare il tutto, occorre una classe imprenditoriale all’altezza della situazione. Il vero nodo da sciogliere è proprio questo». Da tempo, come Regione «ci siamo impegnati affinché Fabriano uscisse dalla crisi, abbiamo erogato risorse e avanzato progetti. La decisione dell’azienda di elettrodomestici, in fase di liquidazione, giunge improvvisa e in tempi particolarmente difficili. In ogni caso, voglio garantire che saremo al fianco dei lavoratori: ci sono risorse regionali che possono essere messe a disposizione anche per far fronte a questa crisi. L’importante, però, è che ci sia una classe imprenditoriale in grado di gestire una partita davvero molto delicata», conclude la Bora.