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Fabriano

Fabriano: stalking al fidanzatino della figlia, condannata coppia

Sono marito e moglie. Non vedevano di buon occhio la relazione della ragazza con un 20enne. Il giovane ferito a coltellate

Tribunale Ancona
Tribunale di Ancona

FABRIANO – Non volevano che i due si vedessero e lui era stato anche avvisato. «Gira alla larga da Fabriano». Coltelli e minacce per far finire la relazione d’amore tra la figlia e un ragazzo di origine macedone poco più che 20enne sono finiti con una doppia condanna per i suoceri stalker.

La coppia, entrambi albanesi, residente a Fabriano, è arrivata a prendersela con i familiari del fidanzatino e con quest’ultimo in una sorta di duello rusticano. I fatti sono accaduti ad agosto del 2016, a Fabriano, e mercoledì il tribunale di Ancona (in udienza il giudice Elisa Matricardi) ha condannato moglie e marito di 44 e 54 anni: lui ad un anno e 8 mesi per stalking, minacce, lesioni personali, violazione di domicilio e danneggiamento e lei ad un anno per il solo reato di lesioni personali. La coppia era difesa dall’avvocato Enrico Carmenati.

Tre gli episodi riportati nel capo di accusa. Il primo accaduto il 23 agosto del 2016 quando l’albanese 54enne si sarebbe recato a casa del macedone trovando lì i genitori. Con un coltello in mano avrebbe fatto irruzione nell’abitazione minacciando anche il nipotino della coppia di soli tre anni. Non voleva che la figlia vedesse il macedone. Sotto casa avrebbe danneggiato l’auto di famiglia, una Bmw, prendendola a calci. Due giorno dopo avrebbe minacciato di tagliare la testa alla mamma del ragazzetto della figlia. Quella stessa sera, insieme alla propria consorte, avevano raggiunto lo chalet dei giardini pubblici di Fabriano perché la figlia si trovava lì con il macedone. La moglie 44enne avrebbe indicato al marito dove stava il ragazzo e lui, brandendo un coltello, lo avrebbe affrontato ferendolo. Nell’aggressione era rimasto ferito anche il fratello del 20enne. Finiti a processo moglie e marito hanno sempre negato i fatti violenti. Parte civile i familiari del fidanzatino, rappresentati dall’avvocato Ruggero Benvenuto, che hanno ottenuto un risarcimento di 10mila euro ciascuno. Adesso gli imputati potranno fare appello.

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