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Fabriano

Fabriano sotto la nuvola di polveri sahariane per 3 giorni

Un fenomeno che, spiega l'Arpam, ha coinvolto le Marche intere. Il mese scorso tre sforamenti e tre giorni in cui si è superato il limite consentito

Una veduta di Fabriano|
Una veduta di Fabriano

FABRIANO – Improvviso peggioramento della qualità dell’aria a Fabriano. A febbraio tre sforamenti e altrettanti giorni in cui il limite massimo consentito – vale a dire 50 ug/mc – è stato pericolosamente avvicinato.

L’aspetto singolare da evidenziare è che gli sforamenti sono giunti in concomitanza con l’ondata di caldo anomalo, per il periodo, registrato a fine mese scorso. Come certificato dall’Arpam che ha evidenziato, in una comunicazione ufficiale, come tutte le Marche siano state interessate «da una massiccia nuvola di polveri sahariane allontanatasi dal continente africano che, unitamente a condizioni meteo caratterizzate da velocità del vento quasi nulla, alto tenore di umidità e nebbia, ha determinato il verificarsi di picchi di concentrazione del PM10 in tutta la regione, con il record negativo registrato ad Ancona (223 ug/mc)», si legge nella nota.

Nei primi 31 giorni del nuovo anno, l’aria che si è respirata a Fabriano è stata più che buona. A certificarli i dati che l’Arpam ha resi noti relativamente alla centralina ubicata in città e con i quali si è evidenziata l’assenza di sforamenti. Febbraio, invece, ha portato i primi superamenti del limite consentito, esattamente in tre giorni: il 25, il 26 e il 27 febbraio, con valori registrati – rispettivamente – pari a 57 ug/mc, 66 ug/mc e 62 ug/mc. Da segnalare che si è trattato di un vero dato crescente, infatti, nei tre giorni antecedenti gli sforamenti, il dato è stato molti vicino al limite massimo consentito: 44 ug/mc, 48 ug/mc e 48 ug/mc, dal 22 al 24 febbraio compreso. Ma, in realtà, si tratta di superamenti “incolpevoli” vista la presenza della massiccia nuvola di polveri sahariane.

Per questo, quindi, il dato di Fabriano non deve comunque allarmare. C’è da dire, comunque, che sono anni in cui in città la qualità dell’aria sembra sempre buona. Nel 2020, infatti, si era superato il limite l’11 e 12 gennaio. Due giornate oltre il consentito, alle quali hanno fatto seguito altri sforamenti registrati a marzo (tre); a novembre (una); a dicembre (una). Per un totale complessivo di sette.

Andando maggiormente a ritroso: nel 2016 giornate di alta presenza di polveri sottili nell’aria a consuntivo di fine anno sono state 11; solo sei nel 2017; nel 2018, solo tre giornate oltre i 50 ug/mc (una ad aprile e due a dicembre); nel 2019, 9 sforamenti (3 a febbraio; 2 a giugno; 4 a dicembre); nel 2020, per l’appunto, sette giornate oltre il limite consentito (2 a gennaio; 3 a marzo; una a novembre e un’altra a dicembre).